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Messina: il Pilone, la magia dello Stretto e quella spiaggia rovinata dalla mancata manutenzione

punta faro scilla

Un viaggio su una delle sponde dello Stretto, la magia di Scilla e Cariddi che deve fare i conti anche con la realtà

Un paesaggio magnifico e unico al mondo, quello dello Stretto di Messina, che però deve fare i conti con alcuni problemi. Il racconto di una lettrice di StrettoWeb tra le spiagge nei pressi del Pilone, tra meraviglia e qualche rimpianto:

“Spostandosi un po’ più in là del Pilone ci sono due passerelle che portano a mare, una dà sulla spiaggia libera, l’altra porta al Lido Horcinus Orca. Non sembra che le due zone siano interconnesse ma in realtà lo spazio è meno di quello che sembra. Se si vuole giocare a beach volley i campi sono liberamente accessibili ed usufruibili da tutti, anche se non fanno capo a nessun lido. Ciò che conta è che la spiaggia è rimasta esattamente quella che era ed il mare è profondo e scuro. Si tratta in fondo di beni comuni ovvero di spiagge ad uso e consumo della cittadinanza. Per cui è giusto che vengano adibite ad attività di natura ludica e ricreativa. Ciò nonostante ci si domanda chi si dovrebbe occupare della manutenzione di questi beni visto che non c’è una regolare concessione. Tra l’ex Lido Lega ambiente e il Lido “Punta beach club” c’è quel tanto che basterebbe per una scuola di kite surf. Solo quando il vento è talmente forte da scoraggiare i curiosi si vedono dei surfer all’opera. Per quanto attiene alla struttura del Pilone è probabilmente la più bella mai costruita dopo la torre Eiffel. Certo manca lo sfondo dei Champe de Mars, perché in effetti strutture di queste genere avrebbero bisogno di una prospettiva ben più ampia. Ma la cornice dello Stretto rende omaggio a cotanta bellezza. I free-climber che l’hanno scalata, appena un anno fa, sono gli unici al mondo a poter testimoniare cosa si veda dalla punta, ultimo baluardo in cui ci si perde a vista d’occhio. Però non è finita perché c’è qualcosa di ancora più incredibile a lasciare senza fiato: è lo spettacolo di Scilla e Cariddi che creano un’unica immagine riflesse nei gorghi dell’acqua”.

Ana Marullo di Condojanni