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Mare sporco in Calabria, l’Assessore Orsomarso replica al Codacons: “non ricorriamo all’omertà, ecco il programma per il funzionamento della depurazione”

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“Al Codacons – afferma Orsomarso – chiedo dunque meno licenze poetiche nei confronti di chi, come me, forse per la prima volta in Calabria, ha inteso fare un’operazione verità”

“Mi dispiace deludere il Codacons, ma qui non c’è nessuno che ricorre all’omertà. Anzi, il contrario. Non a caso, rispetto a un passato di sofferenze e disinformazione, serviva ed era urgente fornire spiegazioni precise rispetto alla situazione del nostro mare”. È quanto dichiara l’assessore regionale al Turismo, Fausto Orsomarso, in replica alle recenti affermazioni del Codacons. “Anche se il mio assessorato non ha responsabilità dirette circa lo stato di pulizia del mare, visto che sono appannaggio di Comuni, Capitaneria di porto e assessorato all’Ambiente, sono stato io – prosegue Orsomarso – a chiedere a tutti i soggetti coinvolti di fare più controlli su eventuali scarichi abusivi e a invocare l’intervento delle Procure. La Regione non è rimasta ferma e, assieme al collega De Caprio, pochi giorni fa abbiamo presentato un programma di interventi, quantificati in 98 milioni di euro, che in futuro incideranno sul funzionamento della depurazione regionale”.

“Dopodiché – aggiunge Orsomarso – , bisogna considerare un fenomeno naturale rispetto al quale il Codacons farebbe bene a non banalizzare o fare sorrisini. Si tratta della fioritura algale, la cui presenza è stata certificata anche dalle Procure e dalle analisi dell’Arpacal. La fioritura algale è un fenomeno complesso: si tratta di micro-organismi naturali che, a una determinata temperatura dell’acqua, con determinate correnti e in determinate zone, producono quell’effetto schiumoso che, di certo, non favorisce l’attrattività di alcuni tratti del nostro mare. Al Codacons – conclude Orsomarso – chiedo dunque meno licenze poetiche nei confronti di chi, come me, forse per la prima volta in Calabria, ha inteso fare un’operazione verità. Detto questo, è chiaro che i Comuni e gli enti che sbagliano devono pagare e assumersi le proprie responsabilità, perché tutti noi desideriamo ammirare un mare meraviglioso e capace di attirare migliaia e migliaia di visitatori nelle nostre splendide località turistiche”.