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Messina, l’Uil sul Punto nascita dell’ospedale di S. Agata Militello: “basta chiacchiere, servono fatti”

L’Uil: “abbiamo appreso che l’Asp di Messina ha annullato la gara, indetta nell’ottobre 2019, relativa all’affidamento della progettazione e direzione lavori dell’adeguamento del Punto Nascita presso l’ospedale di S. Agata Militello”

“Abbiamo appreso che l’Asp di Messina ha annullato la gara, indetta nell’ottobre 2019, relativa all’affidamento della progettazione e direzione lavori dell’adeguamento del Punto Nascita presso l’ospedale di S. Agata Militello. La notizia è caduta nel più assoluto silenzio e senza alcuna reazione da parte dei sindaci e della deputazione regionale. Dopo due anni di parole, promesse e presunti impegni siamo al punto di partenza ed in presenza dell’ennesima presa in giro nei confronti delle popolazioni dei Nebrodi. Tale comportamento rafforza la determinazione del governo regionale – nel caso ci fossero ancora dubbi – di privare le donne del diritto di partorire presso l’ospedale di S. Agata Militello”, lo hanno dichiarato Ivan Tripodi, segretario generale Uil Messina, e Giuseppe Calapai, segretario generale Uil Fpl. “Dopo la chiusura del Punto Nascita di Mistretta, quello di S. Agata era stato individuato come centro di riferimento del versante occidentale della provincia messinese, cioè dell’area maggiormente disagiata, per la carenza di collegamenti veloci con l’ospedale di Patti. Abbiamo forse dimenticato il parto in autostrada che poteva avere tragiche conseguenze per il nascituro e la puerpera? Oppure, le gravide non trasferite per i tempi ristretti ed il senso di responsabilità dei medici che hanno partorito nell’ospedale santagatese? Perché si vuole alimentare questo stato di incertezza, fonte di forti disagi anche per le famiglie e l’intera collettività nebroidea? Si aspetta l’evento funesto? Anche per questo restiamo increduli e stupiti di fronte all’assordante silenzio e all’immobilismo degli amministratori locali che non solo denota lo scarso interesse ed impegno, ma che si sono prestati a fare da cassa di risonanza alle inconcludenti promesse dell’assessore regionale della salute avv. Ruggero Razza. Infatti, lo scorso febbraio, durante un incontro in videoconferenza con i sindaci, l’assessore Razza aveva assicurato il proprio interessamento per ottenere la deroga al Punto Nascita. Visti i fatti, ci siamo trovati di fronte ai soliti labili impegni e alle vacue promesse che non hanno prodotto assolutamente nulla di concreto”, hanno proseguito Tripodi e Calapai. “In tal senso, disapproviamo la condotta del sindaco di S. Agata Militello, il quale insieme agli altri amministratori del distretto sanitario continuano ad inchinarsi alle decisioni del governo regionale, fortemente penalizzanti per la sanità messinese ed, in particolare, per S. Agata Militello. Pertanto, nel respingere questa sudditanza e soggezione, invochiamo uno scatto di orgoglio per rappresentare le legittime aspettative del territorio. Perché il Punto Nascita di S. Agata continua ad essere inattivo mentre quelli di altre province, evidentemente con maggiore peso politico, vengono adeguati alle norme e, proprio in queste settimane, riaperti? Soltanto la UIL, unitamente ai comitati civici, ha tenuto vivo l’interesse alla riattivazione della struttura; ora necessita un impegno concreto, e non di facciata, da parte degli amministratori locali e dei deputati regionali per avvalorare la legittima ed autorevole rappresentanza di un territorio che non vuole essere mortificato dalle scellerate decisioni del governo regionale. Basta chiacchiere! Pretendiamo impegni precisi per fare recedere il governo regionale dalla scelta di chiudere il Punto Nascita con un dettagliato cronoprogramma su adempimenti, tempi e modalità per la riapertura del Punto Nascita di S. Agata. La collettività deve poter realmente usufruire del diritto, costituzionalmente garantito, alla salute“, hanno così concluso dichiarato Ivan Tripodi, segretario generale Uil Messina, e Giuseppe Calapai, segretario generale Uil Fpl.