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Omicidio Vanessa Zappalà, la lettera del padre di Maria Antonietta Rositani: “non smetto di lottare, Stato assente al richiamo d’aiuto di una figlia”

Carlo, padre di Maria Antonietta Rositani, esprime con un messaggio la sua vicinanza nel dolore alla famiglia della 26enne Vanessa Zappalà, uccisa a colpi di pistola dal suo ex fidanzato

Una tragedia, quella di Vanessa Zappalà, che tocca molto da vicino Carlo, padre di Maria Antonietta Rositani. Anche quella una storia da incubo, che per fortuna però non si è trasformata in un femminicidio. Carlo ha scritto una lettera indirizzata alla famiglia della 26enne uccisa a colpi di pistola dal suo ex fidanzato, il quale non accettava di dover chiudere una storia d’amore ed ha commesso l’omicidio prima di suicidarsi. Lui può capire il dolore di un padre e di una madre e giura di continuare a lottare affinché lo Stato possa offrire maggiore assistenza quando si è di fronte a queste vicende, che troppo spesso si trasformano in drammi. Di seguito la lettera di Carlo Rositani:

“Io sono un Padre fortunato, posso raccontare le Violenze di uno Stato che non pensa ai sofferenti della terra… Lo posso raccontare con mia figlia vittima di violenza che grazie a Dio è  riuscita a sopravvivere all’Orco” di turno. Altri Papà, altre Mamme, figli, sorelle davanti a una fredda lapide in un cimitero a piangere una parte di loro salita troppo presto tra le braccia del buon Dio. Ecco perché non smetto di lottare finché Dio mi lascia su questa terra affinché mai più sorelle e fratelli a soffrire per colpa di uno Stato “Sordo Cieco” e assente al richiamo di aiuto di un suo figlio, di una sua figlia. Il mio affetto più caro alla famiglia della cara Vanessa e un inchino dal mio cuore…

Questi esseri non esseri, sono “Dei ladri di vita”, rubano la vita alle loro vittime e alle loro famiglie. La rubano a loro stessi e alla loro famiglia. La storia si ripete sempre. Questi “esseri non esseri” vengono premiati sempre da chi invece dovrebbe farli marcire in galera. Occorre denunciare ma dall’altra parte  occorre più cuore e meno indulgenza. Un Padre, una Madre, una famiglia adesso piange.

Vergogna
#stopviolenza”.

Papà Carlo