fbpx

Incendi in Aspromonte, il sindaco di Santo Stefano: “la montagna abbandonata è una montagna che brucia”

gambarie dall'alto

Incendi in Aspromonte: “la montagna abbandonata è una montagna che brucia”, la riflessione del sindaco Malara

“Il primo pensiero è per le vittime di questa battaglia d inciviltà orrenda, ingiustificabile la perdita di vite umane; la solidarietà va anche alle imprese agricole e zootecniche ed ai colleghi Sindaci di Roccaforte del Greco , Roghudi, Cardeto, San Luca ed a tutti gli altri ancora che hanno subito tale devastazione. Un ringraziamento ai volontari, alle forze dell ordine ed a tutti coloro che aldilà del fatto che trattasi del loro lavoro e di loro compiti, hanno combattuto per salvare anche un minimo lembo di terra della nostra amata montagna“, è quanto afferma il sindaco di Santo Stefano, Francesco Malara. “Adesso in un periodo di momentanea e parziale calma- prosegue– sottolineando che il livello di guarda dovrà essere tenuto alto per tutto il mese di settembre, forse è giusto cominciare a fare un analisi su cause e rimedi possibili. Il territorio Comunale di Santo Stefano-Gambarie al momento è rimasto parzialmente illeso; ma a noi che abbiamo sempre ragionato in termini di Comprensorio questo non basta, *non ci si salverà mai da soli* o facciamo rete o collaboriamo e ci sosteniamo tutti o non ci sarà mai una vera stabile crescita. Aldilà dell innegabile origine dolosa degli incendi che sia di natura patologica o per mero interesse privato e quindi della conseguente necessaria attività giudiziaria, noi abbiamo il dovere di stimolare un moto di sollevamento popolare che faccia sentire la voce della quasi totalità di onesti e corretti cittadini utile a far provare vergogna a tutti i criminali; una rispolta di etica e civiltà che deve mettere all angolo gli assassini; la nostra montagna ed i suoi abitanti meritano rispetto e giusta considerazione”.

“Aldilà degli aspetti sociologici ed economici, la nostra esperienza ci porta ad evidenziare che la *Montagna va’ vissuta*, vivendola si acquisisce una maggiore considerazione ed una migliore consapevolezza oltre a rendere più difficile il delitto dei pochi. Di Chi è la proprietà della maggior parte dei boschi in Aspromonte ? chi ha i mezzi e le risorse per intervenire prima degli incendi ? Chi doveva tutelare la montagna ? Si stanno realizzando tagli dei bochi cedui ? E le piste taglia fuoco ? Le Fasce di Salvaguardia? E la pulizia del sottobosco quanto meno nelle fasce di rispetto ai margini delle strade di attraversamento? Queste sono alcune delle domande a cui occorreva dare una risposta politica e su cui bisogna oggi interrogarsi. Quanto sopra per sottolineare che oltre alle imprese agricole sono fondamentali le imprese forestali. ANCHE esse vanno sostenute. Infatti per come verificato dall’ UNCEM, “Le foreste sono il 38% del Paese, 11 milioni di ettari. E sono il 95% nelle aree montane e interne, occorre avere una pianificazione forestale, una gestione forestale del ‘Paese forestale Italia’ grazie anche alle Risorse del PNRR e nel quadro della legge sulla green economy del 2015, che prevede le green communities e anche gli ‘accordi di foresta’. Serve concretezza. I primi custodi dei territori sono le persone singole e famiglie che vivono nelle zone montane del Paese. Se si fermano e non vanno via, sono custodi del territorio. Se il territorio è abbandonato è fragile, più esposto ai rischi e ai cambiamenti climatici. Crolla e prende fuoco più facilmente”. Quali quindi le soluzioni ? Certamente un Corpo Aib Regionale ed di pianificazione forestale nel quadro delle green communities; ma per stare piu vicini al territorio, anche rendere stabile il presidio dei vigili del fuoco insistente a Gambarie ed anche l’ istituzione di un Osservatorio Internazionale per la tutela della biodiversita’ forestale nell ambito della transizione ecologica e digitale per come proposto recentemente a Gambarie nel corso di un convegno con alcuni docenti universitari ed il Rhegium Julii nel corso del quale è stato approvato il Manifesto di Gambarie. Quindi nei fatti occorre dare senso concreto alla quinta Area Funzionale prevista nello Statuto della Città Metropolitana proposta da noi insieme al Sindaco della Metrocity ed approvata a suo tempo con la sensibilità premonitrice della quasi totalità dei Colleghi Sindaci. Proprio adesso è arrivato il tempo di dare corpo e sostanza all Area Funzionale Aspromonte”, conclude .