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Incendi devastanti nell’area interna di Reggio Calabria: “troppi soldi spesi per pagare aerei privati, pochi nella prevenzione”

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La reazione del Movimento per la Rinascita del P.C.I. e l’Unità dei Comunisti sugli incendi che hanno colpito in modo tragico anche l’area di Reggio Calabria

E’ stata una settimana di incendi devastanti in Calabria, diversi tratti di montagna sono stati completamente cancellati. Questo ha generato anche la reazione del Movimento per la Rinascita del P.C.I. e l’Unità dei Comunisti che, tramite una nota a firma del Coordinatore Provinciale di Reggio Calabria, Lorenzo Fascì, ha espresso il proprio umore. “La Valle dello Stilaro, la Valle del Tuccio; la valle del Sant’Agata; la Valle del Gallico, interi paesi lambiti da incendi di dimensioni impressionanti partendo da Monasterace, passando per Grotteria, arrivando a Bagaladi, San Lorenzo, Roccaforte, Roghudi, Cardeto, e poi i paesi reggini: Oliveto, Rosario Valanidi Trunca, Santa Venere, Vinco. Un intero patrimonio andato in fumo”, scrivono nel comunicato. “Avevamo già raccontato la drammatica situazione che si era venuta a creare già la settimana scorsa – proseguono – . Ma oggi il nostro racconto acquista dimensioni ancora più gravi: ieri nelle campagne di San Lorenzo sono morte 2 persone nell’estremo tentativo di salvare i loro terreni ed i loro animali. C’è bisogno di alzare forte e chiaro un monito perché non si può rimanere indifferenti davanti a vicende così drammatiche; davanti ad una devastazione di dimensioni così grandi e soprattutto quando si registra anche la morte di cittadini”.

Il gruppo inoltre ribadisce: “non si può pensare di fermare incendi di dimensioni enormi con un solo aereo (che peraltro staziona all’Aeroporto di Lametia), che per farlo partire occorre dare avvio ad una procedura burocratica complessa che, ovviamente comporta tempi lunghi; troppo lunghi che consentono al fuoco di propagarsi su fronti talmente ampi che poi è difficile sconfiggere. La gestione del tema della emergenza incendi nella nostra Regione ed ancor più nella nostra Provincia va affrontato in maniera seria e scrupolosa. Il disastro avvenuto in questi giorni; la perdita di vite umane chiede interventi precisi e strutturali; non piccoli aggiustamenti. Ed in questa rivoluzione copernicana devono sentirsi coinvolti tutti gli Enti ed Istituzioni. Ad affrontare gli incendi non bastano pochi uomini, pochi e magari vecchi mezzi ed un aereo che contemporaneamente dovrebbe essere impegnato in più fronti di fuoco. Lodevolissimo lo sforzo profuso da tanti uomini che hanno tentato di arginare il fuoco in questi giorni, a partire dal Corpo dei Vigili del Fuoco, passando dagli uomini di Calabria Verde, fino ad arrivare ai tanti volontari delle Associazioni di Protezione Civile”.

Il partito infine si batte sul piano della prevenzione, che ridurrebbe di molto gli eventuali danni procurati dai roghi: “abbiamo già detto che va ripensato tutto il sistema: la nostra montagna, i nostri boschi, la nostra fauna e soprattutto i nostri cittadini vanno difesi con sistemi e metodi più razionali ed intelligenti: molti più uomini devono essere impegnati; assumere subito giovani che possano coadiuvare il personale esistente (pochi ed anziani); assumere competenze e professionalità. Dotare gli Enti preposti di mezzi idonei; di tecnologie avanzate. Quanti soldi si sono spesi negli ultimi anni per pagare aerei privati nelle operazioni di spegnimento: non avrebbero potuto quei soldi essere spesi per comprare un secondo aereo spegnifuoco? Insomma la Regione – che a tale funzione è preposta – deve concentrare sforzi e risorse importanti. Aver lasciato interi territori abbandonati a sé stessi è una lacuna grave che grida giustizia. Adesso la Regione ha in dote somme ingenti del PNRR; anziché pensare a fantomatici ponti, li usi per dotarsi di un sistema serio ed efficiente per affrontare l’emergenza incendi. Li usi per reimpiantare gli alberi distrutti; per ricostruire un tessuto boschivo che ci invidiavano tutti; adotti un vero master plan – utilizzando anche le competenze scientifiche delle nostre Università – che abbia come obiettivo la salvaguardia e la valorizzazione della nostra montagna come bene primario da proteggere colmando un gap rappresentato da un abbandono progressivo. Di questo ha bisogno la Calabria; anche perché così si darebbe la possibilità ai nostri tanti giovani di trovare lavoro e contribuire con le loro competenze a valorizzare il nostro territorio”.