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Gli “eco-pastori” e quella soluzione per prevenire gli incendi: così il compianto direttore Tralongo azzerò i roghi nel Parco Nazionale dell’Aspromonte

prevenzione incendi parco nazionale dell'aspromonte

Fu quello un modo per recuperare il dialogo tra l’ente pubblico e la comunità dove opera. I pastori ebbero così un ruolo fondamentale, sia nel rilancio del territorio che nella conservazione di un patrimonio naturalistico unico in Italia

Un vero e proprio dramma si è vissuto a causa degli incendi nella provincia di Reggio Calabria e soprattutto nel territorio del Parco Nazionale dell’Aspromonte, dove quest’anno si sono attraversati momenti di estrema difficoltà. In queste ore in particolare si sta verificando un incendio di dimensioni gigantesche che ha praticamente distrutto gran parte dei raccolti presenti nel territorio dell’Area Grecanica. La situazione è disperata come ha testimoniato il Sindaco di Roccaforte del Greco, Domenico Penna, che nel suo Comune dovrà fare i conti con danni inquantificabili. Tratti di vegetazione completamente cancellati, animali inghiottiti dalle fiamme, aziende agricole distrutte dalla forza incontrollabile del fuoco. Due persone sono state ritrovate morte carbonizzate in località Gutta di San Lorenzo, dove da ieri divampa l’incendio di proporzioni catastrofiche. Le vittime dell’incendio, C.M. di 53anni e C.A. di 34 anni (zia e nipote, entrambi di Bagaladi), si trovavano nell’uliveto di famiglia dove stavano tentando di salvare le piante dal rogo.

Le temperature metereologiche e il clima afoso di questi giorni sicuramente non sono buoni alleati dei soccorritori impegnati a domare le fiamme, ma se la situazione è arrivata a questo punto qualcosa forse si poteva fare di più almeno sul piano della prevenzione. A tal proposito è risultata essere efficace la “formula” messa a punto dall’ex Direttore del Parco Nazionale dell’Aspromonte Sergio Tralongo, morto prematuramente il 20 novembre 2019, ad appena 58 anni, per la difesa del patrimonio forestale e della biodiversità dell’Area Protetta. Dal 2015 la sua soluzione fu quella di coinvolgere le Associazioni di Volontariato e Protezione Civile e dei Pastori (Allevatori e Coltivatori diretti). Questi ultimi, in particolare, interpretano sempre più il rinnovato ruolo di “eco-pastori” e di “custodi della natura aspromontana”.

La campagna 2016 è stata attivata in anticipo rispetto agli anni precedenti ed in perfetta linea con quanto previsto nel piano AIB della Regione Calabria (15 giugno – 30 settembre). I pochi incendi registrati nelle aree più marginali, risultarono essere “non significativi per superficie percorsa e per caratteristiche del soprassuolo interessato”, sono stati tempestivamente segnalati alla Sala Operativa e domati in brevissimo tempo. Dati che assunsero maggiore rilevanza e significatività se rapportati agli scenari delle altre provincie calabresi e dell’intero territorio italiano, drammaticamente colpiti da continui e devastanti incendi che hanno danneggiato rilevanti porzioni di patrimonio naturalistico.

Abbiamo creato una “trama intelligente” – spiegava a suo tempo il Presidente dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte Giuseppe Bombino – per la salvaguardia di un patrimonio ambientale e naturalistico di inestimabile valore. Il coinvolgimento dei Pastori, che da sempre esprimono l’affascinante rapporto uomo-natura, ci ha permesso di rafforzare la nostra azione di tutela sul territorio dell’Area Protetta. E’ una vittoria per tutta la comunità aspromontana, conseguita anche grazie al fondamentale supporto delle Associazioni di Volontariato e di Protezione Civile e alla preziosa collaborazione di Azienda Calabria Verde e del Coordinamento Territoriale per l’Ambiente del CFS. Tutti i soggetti coinvolti si sentono sempre più al centro di un progetto condiviso che, attraverso gli obiettivi della difesa del bosco, sostiene percorsi di promozione socio-economica del territorio del Parco, di valorizzazione delle sue risorse e di rispetto delle regole”.

Nel giro di due anni furono quindi annullati gli incendi boschivi all’interno del parco, contribuendo allo stesso tempo a dare un nuovo significato al ruolo del pastore, che si trasforma in “eco-pastore”. Questa pratica non è stata più utilizzata, così gli incendi sono ripartiti già dallo scorso anno in modo drammatico, andando così a distruggere e creare danni. Certamente bene fanno in queste ore i Sindaci a chiedere di nominare lo stato di emergenza per recuperare gli ingenti danni procurati dalle fiamme, ma se ben si agisce sul piano della prevenzione il problema può essere risolto sin dal principio.