fbpx

Esodo, incubo Stretto di Messina senza Ponte: oltre 3 ore di fila, code chilometriche in autostrada da Scilla. Soccorsi della protezione civile, Calabria paralizzata per l’assurdità del nopontismo

villa san giovanni code traghetti Foto di Marco Costantino / ANSA

Code chilometriche tra Scilla, Santa Trada e Villa San Giovanni: Calabria meridionale paralizzata dall’esodo dei vacanzieri per la Sicilia, bloccati per l’assenza del Ponte sullo Stretto e soccorsi dalla protezione civile che li rifornisce di acqua fresca

Anche oggi, domenica 8 agosto, lo Stretto di Messina vive l’incubo dell’esodo estivo per la Sicilia che senza Ponte significa ore di attesa, lunghissime code e gravi ripercussioni sulla viabilità locale. L’Anas ha spiegato che i tempi di attesa per gli imbarchi verso la Sicilia si sono attestati oltre le tre ore e, pertanto, sull’A2 “Autostrada del Mediterraneo” si segnalano rallentamenti con code in avvicinamento allo svincolo di Villa San Giovanni. Gli incolonnamenti hanno raggiunto i 2 km, a partire dallo svincolo di Santa Trada. La coda, come già accaduto ieri, inizia poco dopo Scilla in direzione Sud, e paralizza anche il traffico reggino. Anche oggi è stato chiuso lo svincolo di Villa San Giovanni per il traffico proveniente da Reggio Calabria. Inoltre, in prossimità della rampa di svincolo, il personale di Anas e della Protezione Civile è impegnato, come nella giornata di ieri, a prestare assistenza agli automobilisti, distribuendo bottigliette d’acqua fresca.

E’ paradossale che con la nuova A2 “Autostrada del Mediterraneo” comoda e funzionale si possa arrivare da Salerno a Villa San Giovanni in poco più di tre ore percorrendo 400 chilometri su una strada moderna ed efficiente, e poi si rimanga bloccati lo stesso tempo per superare 3 chilometri di mare che in qualsiasi altro posto del mondo sarebbero già stati collegati da un Ponte da molti decenni. La Sicilia è l’isola più grande del mondo a non avere un Ponte che la collega alla terraferma, e lo Stretto di Messina è il più piccolo tratto di mare al mondo urbanizzato a non avere un Ponte. E c’è chi, ancora adesso con l’opportunità straordinaria del Recovery Fund che coprirebbe tutte le spese per la realizzazione del Ponte superando la problematica di natura economica, si dice contrario e addirittura parla di “inutilità”. Andassero a dirlo a chi vive quotidianamente questi disagi: evidentemente sono abituati a viaggiare su jet privati tanto da non preoccuparsi di ciò che accade ai comuni mortali. L’assurdità del nopontismo.