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Eruzioni dell’Etna, cittadini siciliani allo stremo: “rimuovere la sabbia vulcanica ha costi enormi, servono risposte concrete”

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“Siamo passati da un’“emergenza” ad un evento ormai “quotidiano”: è quanto esprime in una nota Unpli

“Ormai da quasi sei mesi un’ampia fascia dell’hinterland etneo subisce inerme il devastante ripetersi di episodi di parossismo che stanno mettendo in ginocchio una consistente parte del tessuto economico. Siamo passati da un’“emergenza” ad un evento ormai “quotidiano”. Negli ultimi tempi si sono registrate importanti iniziative da parte della Regione che hanno coinvolto anche la Protezione Civile Nazionale e sembra si vada verso un auspicabile “Piano strutturale”, lo afferma il presidente del comitato Sicilia dell’Unpli (Unione Pro Loco d’Italia), Antonino La Spina.

“Il punto è che le risposte ai cittadini, costretti a pagare per la ripetuta pulizia di tetti e caditoie, agli imprenditori, alle prese con costi enormi per la rimozione della sabbia vulcanica da piazzali, tetti o attività ricettive, servono immediatamente. Il rischio concreto – prosegue – è quello di azzerare una parte di quel tessuto economico (a partire settore turistico-ricettivo) che dopo aver resistito alle chiusure imposte dall’emergenza pandemica, ha provato a fronteggiare anche il crollo delle presenze turistiche, ma non è in condizioni di sopportare gli oneri scaturenti dalle ripetute caduta di sabbia vulcanica”, prosegue il presidente La Spina. “Non c’è dubbio che, per quanto apprendiamo, ci siano i fondi a disposizione dei Comuni, ma è necessario predisporre un piano strategico e immediato per fronteggiare in tempo reale i fenomeni di parossismo. Esattamente come accade in molte parti d’Italia con l’immediata entrata in funzione dei mezzi antineve”, conclude La Spina.