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Epic Festival, a Bova teatro e racconti in musica per il gran finale. La prima nazionale di “Spine” di Mana Chuma, le note del viaggio “Dalla Tarantella al Rhythm & Blues” e l’incontro di Massimo Cusato con i suonatori del borgo grecanico

Foto di Marco Costantino

Il Festival si sono svolti nel segno della trasversalità e della multidisciplinarietà, dislocati tra il parco delle Rimembranze, il museo di Lingua Greco-Calabra Gerhard Rohlfs, piazzetta Surizzu e piazzetta di Brigghi

Si conclude oggi la prima edizione di Epic Festival, Esperienze Performative di Impegno Civile, che ha animato il borgo grecanico per una settimana con numerosi appuntamenti tra spettacoli, reading, incontri, happening artistici e proiezioni, nel segno della trasversalità e della multidisciplinarietà, dislocati tra il parco delle Rimembranze, il museo di Lingua Greco-Calabra Gerhard Rohlfs, piazzetta Surizzu e piazzetta di Brigghi. “È stata un’esperienza di comunità e prossimità che ci ha entusiasmato molto. Siamo particolarmente contenti e soddisfatti di questa prima edizione, della risposta del pubblico e dell’accoglienza che ci ha riservato, ancora una volta, questo meraviglioso borgo. Ringraziamo la Comunità tutta e l’amministrazione comunale guidata da Santo Casile per avere creduto nel nostro progetto, averci offerto ospitalità e aver voluto patrocinare moralmente il festival. Il nostro è solo un arrivederci al prossimo anno, con la seconda edizione”, ha commentato Massimo Barilla, direttore artistico di Mana Chuma Teatro.

“Da tempo conosciamo l’importanza dell’impegno culturale e sociale di Mana Chuma Teatro che siamo contenti e orgogliosi di aver ospitato nel nostro borgo in occasione di questo festival alla sua prima edizione. Bova è un luogo traboccante di radici antiche, storia, arte e cultura greca e bizantina. Uno scrigno ricco di bellezza che noi Greci di Calabria abbiamo ereditato come tratto essenziale della nostra identità, come un patrimonio straordinario di civiltà che sentiamo il dovere di preservare, creando occasioni di incontro con la contemporaneità, affinché questa ricchezza possa esprimere pienamente tutto il suo valore e produrre ancora cultura e quella che nel futuro sarà storia. Di grande importanza è anche l’incontro con la comunità del borgo e con i suoi suonatori, occasione preziosa di relazione e contaminazione”, ha commentato il sindaco di Bova, Santo Casile.

Il programma

La produzione di Mana Chuma Teatro “Spine” aprirà la programmazione dell’ultima odierna giornata di Epic Festival, alle 19 in piazzetta Surizzu. Scritto e diretto da Salvatore Arena e Massimo Barilla, lo spettacolo è interpretato da Stefania De Cola, Mariano Nieddu, Lorenzo Praticò.

Poi protagonista sarà la musica. Dalle ore 21:15, piazzetta di Brigghi sarà animata dai racconti di e con Massimo Cusato che, insieme ad Alessio Laganà, Vincenzo Muià, Enzo Tropepe, narrerà il viaggio “Dalla Tarantella al Rhythm & Blues”, dalla Locride agli Stati Uniti per dar forma ai sogni e per poi tornare e scrivere un manuale didattico culturale dedicato al tamburello calabrese. A seguire l’incontro tra Massimo Cusato e i suonatori di Bova, sempre in piazzetta di Brigghi, per salutare insieme questa prima edizione di Epic Festival.

Si conclude così nel segno del teatro e della musica che incontrano il borgo  comunità la prima edizione di Epic Festival, promosso da Mana Chuma Teatro, in collaborazione con Il teatro delle Rane e Play Music Festival – associazione Soledad e con il sostegno della rete Latitudini. Il festival è patrocinato dal comune di Bova e finanziato dalla Regione Calabria nell’ambito dell’avviso pubblico Eventi culturali non storicizzati annualità 2019.

La direzione artistica di Epic Festival si è pregiata della collaborazione con il Festival del Cinema Spagnolo e Latinoamericano, diretto da Federico Sartori e Iris Peralta, sostenuto dall’ambasciata di Spagna, che ogni anno fa tappa in alcune località italiane. Dopo Roma, Napoli e Messina, quest’anno è approdata a Bova. “Siamo molto contenti di questa sinergia con Epic Festival svoltosi in un borgo bellissimo che sprigiona bellezza e i cui paesaggi sono davvero mozzafiato. Le selezioni dei corti che abbiamo proposto sono state caratterizzate da un’attenzione particolare ai nuovi talenti e ai registi emergenti, ossia ai registi del futuro, affinché potessero avere occasione di essere conosciuti e valorizzati in una bella cornice come un festival che inizia. Altra direttrice che abbiamo seguito è stata determinata dalla volontà di sottolineare il contributo che il cinema può offrire alla salvaguardia e alla cura delle lingua Euskara, parlata nei paesi Baschi ma in grave pericolo di estinzione, che anche attraverso il cinema si intende promuovere e preservare”, ha commentato Iris Peralta, direttrice artistica del Festival del Cinema Spagnolo e Latinoamericano, presente al borgo.