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Covid, il primario del GOM di Reggio Calabria Pino Foti: “situazione è preoccupante; nessuna complicanza per bambini e donne incinta”

dott giuseppe foti gom reggio calabria

Covid, il primario del reparto di malattie infettive del GOM di Reggio Calabria dott. Pino Foti: “il peggioramento della situazione epidemiologica ci preoccupa, alcuni reparti sono saturi di malati”. La stragrande maggioranza dei ricoverati è tra i non vaccinati, tutti over 40

Il GOM di Reggio Calabria torna a riempirsi di pazienti malati di Covid-19: il numero dei ricoverati nell’ospedale reggino, unico Covid-Hospital della provincia (serve da solo, quindi, 550 mila abitanti), è tornato a quota 60. Non erano così tanti dal 4 giugno, più di due mesi e mezzo fa. Ma in quel periodo diminuivano di giorno in giorno, adesso invece aumentano molto rapidamente. Eloquente il grafico che dimostra l’andamento della nuova ondata:

Il dott. Giuseppe Foti, primario del reparto di Malattie Infettive del GOM, ai microfoni di StrettoWeb conferma la situazione difficile: “siamo preoccupati da quest’evoluzione in peggioramento costante, i reparti iniziano ad essere saturi tanto che ne abbiamo allestito un altro pronto ad accogliere i nuovi pazienti che ci aspettiamo nei prossimi giorni. Purtroppo continuano ad aumentare i contagi, nella nostra provincia abbiamo oltre 100 nuovi casi al giorno solo tra quelli diagnosticati, quindi di riflesso aumentano i pazienti ricoverati“. Illustrando la situazione ospedaliera, il primario spiega che “l’età media dei ricoverati si è un po’ abbassata, ma neanche tanto. Durante le precedenti ondate era di 66 anni, adesso è di 62 anni. La maggioranza dei ricoverati non è vaccinata, ci avviciniamo al 90%, si tratta soprattutto di cinquantenni e sessantenni che non hanno fatto il vaccino. La malattia non è cambiata, non abbiamo casi che necessitano di ospedalizzazione tra i giovani, non ci sono complicazioni tra i bambini“. Rispetto alle notizie che rimbalzano dalla vicina Sicilia proprio sui ricoverati in età pediatrica, Foti è chiaro: “qui a Reggio non vediamo nulla del genere, nè adesso nè nelle precedenti ondate. Non abbiamo mai avuto bambini che necessitavano di cure per questo virus. Sappiamo che adesso sta circolando di più nelle fasce d’età più giovani, è estate e i ragazzi hanno una grande vita sociale, anche lo scorso anno d’estate l’età media del contagio era diminuita come quest’anno nei mesi estivi, ma bisogna anche considerare che sotto i 12 anni non è possibile fare le vaccinazioni, quindi i bambini non hanno il beneficio dato dal vaccino. In ogni caso pur essendoci più contagi, al momento non riscontriamo alcun ricovero“. E’ insomma l’ennesima conferma che, pur circolando molto nei giovanissimi, il virus non gli fa del male: rimangono in grandissima prevalenza asintomatici o, nei casi peggiori, paucisintomatici con qualche sintomo influenzale di breve durata.

Il primario, rispondendo ai nostri quesiti, chiarisce pure il punto interrogativo sulle donne in gravidanza, anche qui in seguito alle notizie che rimbalzano da altre località italiane e alle voci circolate in città rispetto a forme gravi della malattia in donne incinta. Inoltre nel bollettino ufficiale del GOM vengono segnalati da due giorni tre pazienti Covid nel reparto di Ostetricia e Ginecologia: “nulla di nuovo – spiega Fotidall’inizio della pandemia abbiamo sempre avuto donne in gravidanza che risultano positive al tampone e quindi vengono inserite nel bollettino seguendo le linee guida ministeriali, ma non sono malate di Covid, sono semplicemente positive al tampone. Hanno l’infezione, ma non hanno alcun sintomo e alcuna complicanza, in linea di massima si tratta di giovani donne, quindi non sono esposte alle forme più gravi del virus. Qui in ospedale non abbiamo mai avuto donne incinta con complicanze per Covid; si tratta semplicemente – come nel caso di questi giorni – di tre giovani donne che sono entrate in reparto per partorire o per una loro normale attività ginecologica di routine e sono risultate positive al tampone che è obbligatorio per l’ingresso in ospedale, ma senza complicazioni da Covid altrimenti sarebbero curate negli altri reparti. Ci sono molte ragazze di quell’età positive in giro nella provincia, ma quelle in gravidanza vengono in ospedale per i controlli e quindi devono essere sottoposte al tampone e la positività emerge più delle altre loro coetanee non incinta che non hanno motivi per andare in ospedale o fare i tamponi“.

Il quadro epidemiologico, insomma, resta sempre lo stesso. Ma i numeri peggiorano con l’aumento del contagio. Al netto di ogni allarmismo, in base ai numeri ufficiali, l’ospedale probabilmente sarebbe vuoto o semi-vuoto se tutti gli over-40 fossero vaccinati. E sarebbe in ogni caso vuoto anche se nessun under-40 si fosse vaccinato, esclusi i giovani con gravi patologie. A proposito dei vaccini, Foti è molto schietto: “in realtà non ci aspettavamo questa situazione, la speranza e anche le evidenze erano diverse, il fatto di avere così tanti ricoverati con più del 65% dell’intera cittadinanza vaccinata e più dell’85% degli over-60 vaccinati è una brutta notizia. Rispetto alle vaccinazioni, la popolazione ha risposto e sta rispondendo molto bene. I numeri sono elevatissimi. Pensavamo che il 60% di vaccinati bastasse per creare l’immunità di gregge, invece l’emergere di nuove varianti che hanno ridotto l’efficacia dei vaccini (secondo gli ultimi studi, dal 95% al 60% ndr), sta facendo comunque circolare molto il virus e determinare anche tanti ricoveri. Probabilmente per il Covid, alla luce delle varianti, la percentuale dei vaccinati per darci quella famosa agognata immunità di massa deve essere superiore rispetto agli altri virus, ma questo lo stiamo vedendo soltanto adesso, con le ultimissime evidenze“.