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Il Castello di Federico II a Montalbano Elicona: un luogo magico in provincia di Messina

castello montalbano elicona

Le caratteristiche del Castello di Montalbano Elicona, uno dei luoghi più belli della cittadina che nel 2015 fu eletta “Borgo dei Borghi”

Il castello di Montalbano Elicona è ubicato nel centro storico del borgo medievale della cittadina del Val Demone, situata in provincia di Messina. La fortificazione sorge su di un poggio, che sovrasta e domina l’omonimo abitato, e la sua realizzazione pare sia avvenuta tra l’XI° e il XII° secolo. Il primo incastellamento con torre di guardia e breve cinta protettiva a dominio dell’abitato, è infatti attestato dal geografo arabo Idrisi nel “libro di Ruggero” (1154). In epoca sveva il fortilizio sarà potenziato con la costruzione di una torre pentagonale rivolta a nord e un recinto quadrangolare dai lati perfettamente ortogonali a base della rocca. Oggi il Castello è una delle fonti attrattistiche più importanti ed ha contribuito a rendere la cittadina una delle mete turistiche più ambite in Sicilia grazie al patrimonio storico, architettonico e paesaggistico, oltre alle tradizioni folkloristiche e gastronomiche che il territorio possiede. Nel 2015 Montalbano Elicona è stato addirittura eletto il “Borgo dei Borghi” dalla trasmissione Rai “Alle falde del Kilimangiaro”.

Per quanto la posizione sia prominente e il castello svolga l’importante funzione di controllare i passi che dai Nebrodi conducono ai Peloritani e viceversa, in direzione di TripiNovara di Sicilia e Roccella Valdemone, l’altura su cui sorge il castello di Montalbano non è la più alta del territorio. Infatti il vicino altipiano dell’Argimusco, raggiugne i 1220 metri s.l.m., rappresentando un luogo privilegiato per l’osservazione terrestre ma anche celeste.

Il complesso è costituito da 2 edifici, la parte superiore è una fortezza di epoca sveva, la parte inferiore è invece un palazzo residenziale fatto costruire da Federico II d’Aragona nel XIII° secolo. Il castello fu abitato da Federico II d’Aragona e la moglie Eleonora dal 1302 al 1331. La costruzione residenziale presenta tre lati lati a pianta regolare ed un quarto unito alla fortezza di origine sveva.  L’interno del castello contiene la ‘cuba’, la Cappella della SS Trinità, forse di epoca bizantina, dove si dice che contenga i resti di un personaggio, in odore di eresia, il medico, alchimista e riformatore religioso Arnaldo da Villanova, morto nel 1310.

Dopo la morte di Federico D’Aragona terra e castello di Montalbano Elicona sono contese tra feudalità e demanialità. Alla fine del XIV secolo arriva l’assegnazione in baronia con un decreto del Re Martino. Montalbano è assegnato prima ai Cruillas, poi ai Romano e ai Bonnanno fino al 1700. La casa di Federico diventa sede di un immenso feudo e il centro dei servizi di una grande azienda agricola. I cambiamenti strutturali e architettonici del palazzo sono particolarmente evidenti. Nel XVII secolo ad esempio il duca Giacomo Bonanno  mette in comunicazione la cappella reale con la sala delle udienze (salone delle armi) e apre un portale a sud-est dell’edificio.

Verso la fine del 1700 alla cappella è addossato un corpo rettangolare, crollato e quasi interamente distrutto durante il restauro degli anni ottanta. Nel 1805 quando l’ultimo erede di casa Bonanno cede Montalbano ai Gesuiti, il castello è già in rovina. La perizia redatta nel 1802 dall’Ingegnere camerale Luigi Speranza in aggiunta alla cessione del feudo all’azienda Gesuitica, denuncia il crollo della Torre quadrata e la compromissione di varie parti della struttura, torre pentagonale compresa. Al contempo i Gesuiti adattano il maniero alle esigenze dell’ordine, destinando la parte dei granai all’alloggio dei confratelli con nicchie scavate nella cortina muraria.

Dopo essere diventato sede della Guardia Nazionale, dalla seconda metà del ‘900 fino agli anni ’80 il castello di Montalbano Elicona continuerà a subire un lento deterioramento. Oggi il maniero dichiarato monumento nazionale ha subito ben due restauri uno negli anni ’80 uno negli anni 2000, con cui sono stati resi funzionali tutti gli ambienti del palatium, delle corti e della cappella reale. Nel luglio 2017 sono iniziati i lavori di ripristino e messa in sicurezza di torri e fortilizio, l’edificio è di proprietà del Comune e viene utilizzato come location per mostre ed eventi.