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Carenza idrica a Reggio Calabria, analisi e proposte de “La Strada”: “l’emergenza è arrivata al punto di non ritorno”

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Carenza idrica a Reggio Calabria, analisi e proposte de “La Strada”: “l’emergenza è arrivata al punto di non ritorno. Ha superato ampiamente il livello di guardia”

“Reggio ha sete, tanta sete. Da ogni parte si sollevano giustissime proteste per il riconoscimento di un minimo livello di vivibilità in una Reggio che è diventata inospitale per i propri abitanti, figuriamoci per gli eventuali turisti. Abbiamo rilevato con chiarezza come l’Amministrazione Comunale fosse pienamente a conoscenza già da mesi delle problematiche relative alla gestione idrica. Se oggi siamo in emergenza non è per un caso del destino”, ma per una strutturale assenza di programmazione del Governo della città”, è quanto scrive in una nota il movimento “La Strada”. “Assenza di programmazione – prosegue la nota- che non salva alcun settore del Comune. Non certo per assenza di personale, come si vorrebbe continuare a far credere, né per questioni burocratiche, alibi sempre utilizzato dagli amministratori locali, ma per una precisa inadempienza politica nel dare visione, ordine, priorità, chiarezza, programmazione. Il 23 giugno scorso So.Ri.Cal. ha comunicato il decremento della portata idrica dal Tuccio. Avete letto ordinanze conseguenti, comunicazioni formali, piani di razionamento ufficiali e non detti per telefono dall’assessore di turno? Da mesi si è a piena conoscenza dell’esistenza di una sola autobotte e di un solo autista. Addirittura nel 2017 si era attivato presso il Comune una “Cabina di regia permanente” che aveva all’ordine dei lavori proprio la questione delle autobotti. Insieme a tante altre questioni irrisolte –queste sì- in modo permanente. Pochi giorni fa si è aperto un’altra task force permamente: neanche a dirlo, volete sapere quali questioni dovrebbe affrontare? Se scommetteste sulla voce “esattamente le stesse identiche problematiche del 2017” vincereste facilmente”.

“Abbiamo anche rilevato – aggiunge la nota- come la questione delle condutture vecchie, dei guasti e delle riparazioni sovente negli stessi punti, della pressione idrica che farebbe scoppiare le tubature non cada dal cielo, ma sia ancora una volta derivante dalla totale assenza di un quadro complessivo che non è responsabilità degli uffici, ma di chiara mancanza di visione politica. C’è necessità immediata di una mappatura aggiornata della rete idrica; c’è necessità immediata di un registro delle manovre effettuate giornalmente sulla rete; c’è necessità di un piano orario dell’erogazione; c’è necessità di un quadro informativo aggiornato e completo, perché è vergognoso e indecente che la cittadinanza per sapere cosa succede e se potrà avere l’acqua debba rivolgersi a un assessore o a chiunque altri. Tutti devono essere messi in condizione di avere le stesse informazioni, le stesse notizie in modo chiaro, pubblico, ufficiale. Bisogna sottrarre la gestione della città all’arbitrio e alla casualità. Sembra che l’unico piano del Governo della città sia aspettare che le piogge aiutino l’emergenza. I cittadini non possono e non devono vivere in un’ordalia prelogica. Adesso l’emergenza è arrivata al punto di non ritorno. Ha superato ampiamente il livello di guardia, le parole dell’assessore, in questi giorni, ci dicono senza possibilità di replica che avevamo ragione quando mesi fa sollevavamo le criticità con proposte concrete. Ma con la ragione non ci si lava, la ragione non si beve! E allora cosa resta?
1. Applicare urgentemente le proposte che abbiamo prontamente inviato a Sindaco e assessore e che porteranno ordine in una gestione casuale e arbitraria.
2. Chiedere un immediato intervento del Prefetto, stante una situazione che è completamente sfuggita di mano al Governo comunale.
3. Attivare immediatamente il Centro Operativo Comunale: il sindaco dichiari l’emergenza connessa all’acqua e ai rifiuti. Da solo il Comune ha già ampiamente dimostrato che la strada fin qui percorsa non porta a niente! Fino a dove dovremmo sopportare? Serve un importante intervento della Protezione Civile e di tutte le risorse reperibili per un vero stato di emergenza”, conclude la nota.