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Omicidio Vanessa Zappalà: l’ex fidanzato Antonio Sciuto trovato impiccato in un casolare

La ragazza, che lavorava in un panificio a Trecastagni, lo aveva denunciato per stalking

Antonio Sciuto, autore del femminicidio avvenuto questa notte ad Aci Trezza, frazione di Aci Castello, in provincia di Catania, è stato ritrovato pochi minuti fa impiccato in un casolare in contrada Trigona, nelle campagne di Trecastagni, tra Acireale e Giarre. L’uomo aveva ucciso l’ex fidanzata Vanessa Zappalà, donna di 26 anni, a colpi di pistola mentre passeggiava con gli amici. A fare fuoco, così raccontano i testimoni, sarebbe stato proprio l’ex fidanzato, che non si era rassegnato alla fine della loro relazione. La ragazza, che lavorava in un panificio a Trecastagni, lo aveva denunciato per stalking.

La Procura di Catania aveva chiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari che fosse posto agli arresti domiciliari, era quindi già conosciuto dalle autorità. Attualmente aveva anche il divieto di avvicinamento alla ragazza. Le ricerche erano state estese anche in Calabria in tarda mattinata, con l’ipotesi che l’uomo fosse fuggito fuori Regione. Nell’immediatezza erano state diffuse le foto segnaletiche di Sciuto, con e senza barba. Ma nel pomeriggio la tragica scoperta con le ricerche che cessano in modo drammatico.

Giusy Versace sull’omicidio di Vanessa Zappalà: “serve maggiore sforzo da politica e magistratura”

“Sono terribili e agghiaccianti le cronache che ci raccontano in queste ore l’ennesimo femminicidio, il numero 41 dall’inizio dell’anno. Un delitto atroce che spezza un’altra giovane vita, davanti al quale non possiamo tacere e restare inerti. Mi unisco commossa al cordoglio per la scomparsa di Vanessa e voglio lanciare un messaggio di vicinanza, che è insieme un solenne impegno, alla famiglia e agli amici che si trovavano con la ragazza al momento
del delitto”. Così Giusy Versace, deputata e responsabile del Dipartimento Disabilità, Pari Opportunità e Sport, commenta l’omicidio di Vanessa Zappalà, ventiseienne di Acitrezza (Ct), uccisa da vari colpi di arma da fuoco, secondo le testimonianze raccolte dai Carabinieri, per mano del suo ex fidanzato, nei mesi scorsi già sottoposto agli arresti domiciliari e al divieto di avvicinamento alla ragazza, a seguito di numerose denunce per stalking.

“Evidentemente – aggiunge -, nonostante le tante buone leggi in vigore, dall’introduzione del reato di stalking al più recente ‘codice rosso’, queste misure non bastano se poi si consente comunque ai potenziali carnefici la facoltà di agire quasi del tutto indisturbati. Il governo ha posto in essere numerose iniziative legislative e ha assunto alcuni impegni, tra cui quello, espresso in una mozione parlamentare a mia prima firma approvata a ottobre 2019, a prestare particolare attenzione anche alle donne con disabilità vittime di discriminazioni multiple e maggiormente esposte a violenze e abusi, ma alcuni di quegli impegni sono ancora ad oggi in attesa di una concreta applicazione. Occorre dunque uno sforzo maggiore e più incisivo, sia da parte della politica che della magistratura per adottare iniziative più tempestive e concrete che mettano effettivamente al sicuro le donne che, spesso non senza paura e difficoltà, trovano la forza e il coraggio di denunciare. Non possiamo chiedere alle donne vittime di violenze di denunciare i loro aguzzini e poi abbandonarle, ci renderemmo così complici degli assassini e questo sarebbe una vergogna inaccettabile” conclude