fbpx

Brogli elettorali a Reggio Calabria, Castorina torna a parlare: “agenti addosso neanche fossi il re dei narcos, il tempo è galantuomo”

castorina

Antonino Castorina torna a parlare sul caso brogli elettorali a Reggio Calabria

Torna a parlare Antonino Castorina. Dal caos per i brogli elettorati a Reggio Calabria è passato ormai un po’ di tempo, ma l’ex consigliere metropolitano ogni tanto ritorna sull’argomento. Questa volta lo fa su Facebook, con un post sulla pagina ufficiale: “nella giornata di ieri (16 agosto, ndr) – dice – mi è stato notificato da parte del Commissariato di Villa Glori a Roma il dissequestro di tutto il materiale informatico che mi era stato sottratto ora mai 8 mesi fa durante le perquisizioni svolte nei miei uffici e nelle abitazioni private di mia disponibilità ed in relazione all’inchiesta sui presunti Brogli Elettorali che ha riguardato il Comune di Reggio Calabria. Una buona notizia che mi consentirà nuovamente di riacquisire tra l’altro il mio cellulare con il mio numero di telefono fino ad oggi in mano agli inquirenti”.

“Nonostante ancora oggi – prosegue – non ho tutti gli atti di indagine che mi riguardano, al netto delle varie richieste e solleciti fatti dai miei legali, sarebbe interessante raccontare l’assenza totale di riscontri probatori nonostante i vari pedinamenti, appostamenti, intercettazioni telefoniche ed ambientali e la perquisizione di tutti i miei uffici e non solo con circa trenta agenti della Digos armati ed impegnati su di me il giorno in cui mi è stata notificata l’ordinanza di custodia cautelare nelle prime ore del mattino neanche fossi “El Mencho” il re dei narcos pronto per espatriare”.

Poi Castorina si pone qualche interrogativo: “sarebbe interessante raccontare le quasi 10 ore di attesa in Questura, i controlli a tutte le ore del giorno e della notte, le due ordinanze a tre giorni dalla scadenza dei termini ed i vari inviti a raccontare fatti e circostanze che pare siano ancora oggi avvolti nel mistero tanto da essere io accusato di concorrere moralmente con ignoti. Sarebbe interessante raccontare anche le fantasiose accuse mosse nei confronti di chi si è reso “colpevole” di essere legato alla mia persona ed è ancora oggi indagato o è stato perfino sottoposto ad una misura cautelare con motivazioni incredibili e nel goffo tentativo di mettere tutti contro tutti. In attesa che inizi il processo e che qualcuno si renda conto della totale follia di quanto successo tra cui il Napoleonico esilio (anche questo disposto a 3 giorni dalla scadenza della seconda ordinanza e subito dopo il rigetto da parte del GIP della richiesta di rito immediato avanzata da parte dei signori Procuratori) stavo pensando che se le ipotesi di reato saranno confermate nei tre gradi di giudizio più che un criminale sarei il nuovo David Copperfield con una notizia positiva per il mio futuro, la possibilità di ambire al ruolo di agente dei servizi segreti magari al fine di agire sotto copertura vista la mia evidente capacità di infiltrarmi ovunque senza che nessuno se ne accorga per così tanto tempo e con complici che neanche conosco in tutti i settori della pubblica amministrazione e della società. La verità va sempre cercata e va trovata non tanto per convincere chi non la conosce, chi non la vuole conoscere o chi fa finta di non conoscerla ma per difendere chi invece la conosce. Sempre dalla stessa parte, dalla parte dei fatti perché Libertà, verità e Giustizia vanno insieme. Il tempo è galantuomo”, conclude.