fbpx

Calabria, proteste nel carcere di Vibo Valentia: agente della Polizia Penitenziaria aggredito in carcere da un detenuto

polizia_penitenziaria

La notizia è stata segnalata dal sindacato Uilpa polizia penitenziaria. L’agente, che è poi riuscito a sottrarsi all’aggressione e a ristabilire l’ordine senza ricorrere all’uso della forza

Un agente di polizia penitenziaria i servizio nel carcere di Vibo Valentia è stato aggredito da un detenuto della sezione destinata ai sex offender, probabilmente affetto da disturbi psichici. La notizia è stata segnalata dal sindacato Uilpa polizia penitenziaria. L’agente, che è poi riuscito a sottrarsi all’aggressione e a ristabilire l’ordine senza peraltro ricorrere all’uso della forza, ha riportato alcuni giorni di prognosi. La Uilpa evidenzia come “parallelamente i detenuti del circuito ad alta sicurezza hanno inscenato una protesta, con battiture di inferriate, incendio di giornali e lancio di oggetti, a causa di una presunta insufficienza di frigoriferi idonei a preservare i generi deperibili acquistati allo spaccio interno o recapitati dai familiari. Le intemperanze sono rientrate solo verso mezzanotte”.

“Questo è l’ennesimo bollettino di un’ormai ordinaria giornata all’interno della Casa circondariale di Vibo Valentia” afferma Francesca Bernardi, segretaria territoriale della Uilpa polizia penitenziaria, che aggiunge: “quello dei detenuti affetti da patologie psichiatriche è forse il problema nei problemi che attanagliano le nostre carceri e che, nonostante le dichiarazioni di ministri e governanti, giace da troppo tempo irrisolto e, anzi, va progressivamente peggiorando. Questi detenuti avrebbero bisogno di cure appropriate e trattamenti adeguati che non possono trovare nei circuiti ordinari delle nostre prigioni. A Vibo Valentia, per di più – conclude – , si uniscono le difficoltà derivanti dalla coesistenza di ben quattro differenti circuiti in un solo carcere: alta sicurezza, media sicurezza, sex offender, promiscui, con buona pace per l’articolo 14 dell’ordinamento penitenziario e l’articolo 115 del regolamento d’esecuzione”.