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Accreditamento dell’Hospice di Reggio Calabria, l’applauso della Cisl: “struttura sinonimo di buona sanità, è una buona notizia per tutti”

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“Quando si è costretti a fare i conti con i tormenti dell’anima, i servizi assistenziali possono generare carezze di sollievo. Per questo plaudo alla notizia dell’accreditamento dell’Hospice di Reggio Calabria”

L’accreditamento dell’Hospice di Reggio Calabria è una buona notizia per tutta la città. E’ il pensiero anche della Cisl che, tramite la nota del Segretario generale Rosy Perrone esprime grande soddisfazione per il risultato. “La struttura ‘Via delle stelle’, per la quale la Regione Calabria ha riconosciuto il valore inestimabile sia dal punto di vista dei servizi che per le cure prestate, rappresenta un baluardo di assistenza e soprattutto di umanità – si legge nel comunicato – . Un presidio dall’alto valore sociale, la cui funzione non ha carattere squisitamente sanitario, perché la sua necessaria esistenza è rivolta si, a coloro i quali decidono di farsi accompagnare negli ultimi istanti della propria vita, ma anche ai loro familiari che nei servizi della struttura affidano le più fievoli speranze di mitigazione di sofferenze. Personalmente, ho toccato con mano l’infinita umanità di una realtà che è sinonimo di buona sanità. Perché anche quando si è costretti a fare i conti con i tormenti dell’anima, ci si accorge che anche dei semplici servizi assistenziali possono generare carezze di sollievo; il carico della disperazione è talmente pesante che spesso da soli non lo si può sopportare”.

“Per questo accolgo con serenità e rassicurazione il fatto che l’Hospice possa continuare nella sua missione di prossimità. Un percorso di stabilità, per chi decide di fruirne, e anche per i dipendenti che potranno svolgere la propria attività senza preoccupazioni o ansie. Ma forse la sfida più grande sarebbe quella di puntare alla costituzione di altre realtà come quella di Via delle Stelle, perché purtroppo, ad oggi, sono troppi i casi di malattie terminali per le quali ancora non esiste una cura risolutiva; e nonostante i passi da gigante della medicina mondiale, quello che fu definito il male del secolo, risulta essere il male epocale”, conclude la nota.