fbpx

Sicilia: Meritocrazia Italia in piazza per ascoltare la gente

/

Sicilia: quella di venerdì 9 luglio è stata una giornata importante perché Meritocrazia Italia, in un periodo in cui non si fa campagna elettorale, è riuscita a portare in piazza la gente per raccontare a tutti il lavoro che è stato fatto fino ad oggi

Quella di venerdì 9 luglio è stata una giornata importante perché Meritocrazia Italia, in un periodo in cui non si fa campagna elettorale, è riuscita a portare in piazza la gente per raccontare a tutti il lavoro che è stato fatto fino ad oggi. Le parole del presidente Walter Mauriello ci consentono di affermare che oggi non esistono contenitori come Meritocrazia Italia in cui le persone possono parlare in maniera libera, autonoma e vera. Dietro MI non c’è alcuna lobby perché è nata per valorizzare tutte le “X” che non hanno voce. È per loro che Meritocrazia Italiana ha sfornato, e continua a farlo, proposte di legge in tema di giustizia, riforma fiscale, legge elettore, sanità, pubblica amministrazione ma anche di NEET, di edilizia popolare e di deficit dei bilanci degli enti locali parlando di “agenzia delle uscite” perché, pochi lo sanno, lo Stato è più debitore del popolo italiano. Infatti, tante posizioni di imprenditori sono in bilico perché lo Stato non paga, sia a livello centrale che locale. Meritocrazia Italia ritiene sia arrivato il momento che la gente reagisca e si organizzi. L’associazione non è condizionata da qualcuno o da qualcosa, non si muove contro nessuno ma opera esclusivamente per la valorizzazione del merito, della competenza avendo a cuore l’equità sociale. Per MI, infatti, la parola “meritocrazia” non significa premiare le eccellenze quanto, piuttosto, ricreare uno Stato competente e lo si può creare solo mettendo al centro le persone e cercando di non lasciare nessuno indietro. Bisogna, inoltre, sottolineare che in Italia c’è una formazione ed istruzione competitiva, c’è l’ansia dei genitori che i propri figli abbiano solo 10, c’è l’assenza di valorizzazione delle soft skill, cioè siamo davanti ad un sistema così strano che vogliamo essere tutti più bravi ma in realtà siamo tutti ultimi. Pochi comandano oggi e anche domani comanderanno sempre in pochi fino a che la gran parte delle persone, delle “X” non si renderà conto di essere la maggioranza e capirà che non è più possibile che pochi eletti ci possano governare. Non è un messaggio di contrapposizione ma un messaggio d’amore perché tutte le persone possono creare un’ondata di rivoluzione reale, libera ed autonoma fatta di verità. Per questo la giornata di venerdì è stata una grande occasione per ascoltare tutti perché, un altro grande limite del nostro paese, è l’incapacità di ascoltare. Siamo bravi a giudicare e sappiamo essere tutti censori di qualcosa che non va. Fare, costruire, realizzare e proporre è veramente per pochi perché ci vuole costanza, ci vuole passione, ci vuole un modus operandi che magari verrà contestato.