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A Reggio Calabria tutto si secca, ma il caldo non c’entra: in città il bicchiere è colmo, ma sicuramente non di acqua…

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Reggio Calabria città di mare? No, Reggio Calabria città senz’acqua: da nord a sud restano tutti a secco

A Reggio Calabria tutti “si seccano”. Si annoiano, direte voi. Si annoiano perché magari “non c’è nenti” e “mi suddio”. E invece no. Si seccano per davvero, testualmente. Seccare, cioè “rendere secco, asciutto, privare degli umori o dell’umidità normalmente esistenti, riferito soprattutto (come soggetto) ad agenti atmosferici a danno di corpi organici” (Treccani). In poche parole, qualsiasi cosa si secca quando manca l’acqua. A Reggio Calabria manca l’acqua, quindi tutti si seccano. Eccolo spiegato.

In termini metaforici, utilizzando una frase tanto cara a tutti in questo periodo, potremmo dire che “Reggio Calabria è con l’acqua alla gola”. In teoria è così, per tutta una serie di situazioni che non stiamo qui a ribadire, ma nei fatti non è vero, perché per essere con l’acqua alla gola bisogna averne di acqua, e anche tanta. E, invece, la città dello Stretto (dove di acqua ce n’è in abbondanza) si ritrova ad essere una città di mare, ma senza acqua. Quante volte, nell’ultimo periodo, si è parlato di Reggio Calabria non più città sul mare ma città di mare, di Reggio Calabria città che deve sfruttare la valenza strategica del mare. Il cosiddetto “frontemare”, o Waterfront, il progetto del Museo del Mediterraneo, il Parco Lineare Sud. Tutto bello, lo abbiamo detto e scritto anche noi. “Mare, mare, mare”, direbbe Luca Carboni. “Mare, vedo mare ovunque”, diremmo noi utilizzando il noto meme di Toy Story. Ma, in sostanza, “l’acqua dov’è?”.

Le segnalazioni che pervengono alla nostra redazione, ma anche quelle che si vedono sui social, sono ormai all’ordine del giorno. Numerose e continue. Nelle case manca l’acqua. Non ce n’è, “non avi”. Manca l’acqua per cucinare, manca l’acqua per rinfrescarsi (specialmente in questo periodo), manca l’acqua per lavarsi. E così sì, nessuno ci può dire che non siamo “lordazzi”. Quanto accaduto sabato mattina a Condera ha smosso anche le coscienze dei più pazienti: un fiume d’acqua violentissimo e pericoloso, detriti e rifiuti trascinati via, voragini enormi formatesi sulla strada. Tutto a causa di alcuni guasti alla rete idrica, che però ieri sono stati risolti: “Già in serata l’acqua tornerà in zona Tremulini e Cardinale Portanova. Entro le ore 6.00 di domani lunedì 5 luglio si riapriranno le condutture comunali e nel giro di poche ore l’acqua raggiungerà progressivamente tutte le abitazioni delle circoscrizioni interessate dal disservizio”, si legge in una parte della nota ufficiale di ieri dell’amministrazione dopo l’annuncio di risoluzione del problema. Ad oggi, pomeriggio di lunedì 5 luglio, continuano però ad arrivarci segnalazioni dalle zone collinari del centro città: di acqua, ancora, neanche una goccia. E continuano, dunque, soprattutto i disagi per alcuni cittadini. Perché c’è chi riesce a far fronte al problema con le autoclavi, ma c’è anche chi – specie nei condomini – si ritrova davvero impossibilitato ad utilizzarla.

Un disagio che a Reggio Calabria si trascina da una vita, e che si palesava solo in brevi periodi estivi, adesso è diventato praticamente una costante tutto l’anno. La rete idrica cittadina è obsoleta e spesso malfunzionante. E quando un difetto viene riparato, rattoppato, e mai risolto definitivamente, è normale che sia così. Succede anche quando si ripara una buca con un po’ di catrame anziché sostituire l’intero tappeto stradale. Succede anche quando si raccoglie l’immondizia e la si invia fuori regione anziché trovare delle soluzioni – di concerto con la propria, di regione – affinché si riattivino siti esistenti o se ne creino di nuovi. Succede anche quando chiudi la strada al traffico alle ore 22, ma lo comunichi (?) alla popolazione alle ore 16 del giorno stesso. Il festival dell’improvvisazione e della cattiva e poco tempestiva comunicazione emerge anche in quest’ultima problematica. Si è annunciata la riparazione al guasto della rete idrica, con successivo arrivo dell’acqua in tutte le abitazioni – come da comunicato ufficiale – ma non è ancora così, perlomeno non in maniera lineare. Attendiamo comunicazioni di totale copertura idrica in ogni zona della città entro stasera, altrimenti vorrà dire che la data non è stata rispettata.

Questo disagio, tuttavia, avrebbe dovuto essere già risolto da tempo. Anzi, così è stato fatto credere. “La sete è finita”, slogan dai toni trionfalistici che ha accompagnato per mesi la messa in funzione della Diga del Menta, dopo tre anni – ma erano già bastati pochi mesi – si è sciolto come neve al sole. Anzi, si è prosciugato come l’acqua nel deserto. E’ stato fatto credere che il problema idrico a Reggio Calabria fosse legato alla Diga del Menta e fosse stato risolto con la sua messa in funzione, ma chi ha alimentato questa falsa illusione in realtà sapeva che la verità era un’altra. Ma va bene così, ormai è habitué…