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Reggio Calabria, Davide Destefano sul Green Pass (da vaccinato): “troppe contraddizioni, è l’ennesima mazzata per gli esercenti già stremati”

Reggio Calabria, il titolare di Gelato Cesare si è vaccinato è ha cosi espresso il proprio parere in merito a vaccino e green pass

Il titolare della gelateria Cesare di Reggio Calabria, Davide Destefano, esterna tramite StrettoWeb le sue riflessioni critiche sul Green Pass, fugando ogni dubbio su ogni possibile speculazione, da vaccinato anti Covid, sempre in prima linea nella battaglia per una comunità migliore e più coesa. “La soluzione a questa terribile pandemia non può che essere l’immunità collettiva”, esordisce Davide Destefano, che poi aggiunge: ”

“La soluzione a questa terribile pandemia non può che essere l’immunità collettiva. Su questo argomento c’è poco da discutere e infatti poco se ne discute. Più articolato e diversificato è invece il dibattito su come arrivare a questa immunità.
Al centro di questo dibattito, sia mediatico che politico, l’adozione del green pass. Il governo infatti in luogo di obbligare tutti i soggetti alla vaccinazione, supportati dall’esistenza dello stato di emergenza già ulteriormente prorogato, ha preferito adottare un metodo premiale per tutti i soggetti vaccinati a cui viene assegnato un green pass che gli consente di poter liberamente svolgere una vita sociale normale senza restrizioni. Chiaramente bisogna precisare che la stessa certificazione può essere ottenuta semplicemente con un solo tampone negativo o dopo la guarigione entro sei mesi dal covid.
Ancora una volta lo Stato scarica l’onere del controllo all’ormai stremato esercente che avrà notevoli difficoltà ad espletarlo.
Inoltre nei ristoranti e nei pubblici esercizi alla porta di ingresso sarà controllato possesso e veridicità della “carta verde”, ma solo per i clienti che vorranno entrare; in parallelo, dalla stessa porta titolari, dipendenti, fornitori e collaboratori del ristorante non saranno controllati (nè possono esserlo), creando cosi le condizioni per la convivenza promiscua all’interno dello stesso locale di potenziali contagiati e potenziali contagiandi. Avere un contatto con un cameriere o il titolare contagiato da parte di un cliente dotato di Green pass, non esclude ipotesi di contagio ulteriore, e lo stesso può diventare letale nel caso di rientro a casa e contatto con un parente “fragile”. Vi è poi da considerare l’aspetto legato alla ripresa economica del turismo, oggi come non mai è indispensabile una regolamentazione unica europea. Assistiamo invece al silenzio assoluto di Bruxelles che ha portato alla nascita nei vari Stati membri di regole a macchia di leopardo, penalizzando soprattutto l’Italia, promotrice di una scelta mirata alla salvaguardia della collettività. Risultato finale, centinaia di migliaia di disdette piovute addosso ai nostri albergatori, e molti turisti che hanno preferito spostare la meta delle proprie vacanze in altri Paesi mediterranei.
Insomma, le contraddizioni non mancano”.