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Reggio Calabria, i dipendenti dell’Hospice scrivono una lettera toccante: “siamo quelli che raccolgono l’ultima sussurrata confessione e somministrano l’ultima terapia, ma non per questo vogliamo essere gli ultimi considerati nel braccio di ferro del potere”

hospice via delle stelle

Reggio Calabria, la lettera di un gruppo di dipendenti dell’Hospice Via delle Stelle

Un gruppo di dipendenti dell’Hospice Via delle Stelle di Reggio Calabria ha inviato a StrettoWeb una lettera riguardante le ultime vicende legate alla struttura.

“In questi giorni sono stati pubblicati numerosi articoli più o meno veritieri ed a volte in totale antitesi tra loro. Ogni anno, puntualmente, si assiste alla ciclica crisi dell’Hospice , cosi puntuale e ripetuta, da far sì che la cittadinanza non ne avverta più la gravità. Con questa lettera, noi non vogliamo puntare il dito sui potenziali colpevoli, ne tantomeno criticare chi con impegno non è riuscito solertemente a soddisfare le nostre problematiche. Questa lettera è stata scritta da noi, i veri protagonisti di questa vicenda, ed anche se non vogliamo  che ci venga riconosciuto il titolo di eroi, siamo quelli che continuano a mantenere un servizio spinti soltanto da un forte senso di responsabilità e di umanità, perché per noi i pazienti sono amici che assistiamo fino alla fine. Compito che noi continuiamo ad assolvere nonostante le gravi difficoltà economiche (4 mesi senza ricevere stipendio),che incidono ancor più pesantemente sul quel senso di impotenza e frustrazione che sono i nemici che si annidano nella nostra tipologia di assistenza. Laddove finisce il lavoro degli altri, inizia il nostro, noi siamo gli operatori degli ultimi, siamo gli ultimi operatori, quelli che somministrano l’ultima terapia , quelli che raccolgono l’ultima  sussurrata confessione, ma non per questo vogliamo essere gli ultimi ad essere considerati in questo braccio di ferro del potere che da sempre ci ignora. Con il nostro sacrificio abbiamo dimostrato di meritare maggiore attenzione e di essere più coinvolti in quelle che sono le decisioni che determineranno il destino di una struttura che siamo noi ad aver reso Grande. Chiediamo semplicemente che chiunque voglia realmente muoversi per risolvere l’annuale problematica dell’Hospice venga a conoscerci, perché così come le persone che assistiamo non sono numeri, non lo siamo neanche noi!”. La lettera dei dipendenti dell’Hospice: il Maestro Saul Ferrara, Catalano Santo, Graziano Sabrina, Morabito Iolanda, Triolo Alessandra, Pellicanò Rosanna, Raniti Giuseppe, Iracà Pasquale, Caccamo Paolo, Vacalebre Rosanna, Libri Brigida, Gioiosa Gabriella, Laganà Vito, Combierati Rosaria, Coviello Marina, Nicolò Antonino, Hasanaj Alketa, Curmaci Tiziana, Gatto Rita.