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Reggio Calabria, disagi per l’isola pedonale in Via Marina. Fazio (Fdi) contro Falcomatà: “il fatto che il lungomare sia stato intitolato al genitore, non significa averne ceduto la nuda proprietà”

Antonino Fazio

Antonino Fazio: “felice di tornare a dare il mio contributo a ‘Fratelli d’Italia’. Ringrazio pertanto il Commissario di Reggio Calabria, Denis Nesci, per la fiducia che mi ha voluto affidare chiedendomi di accettare di guidare il Dipartimento legalità della provincia”

“Felice di tornare a dare il mio contributo a ‘Fratelli d’Italia’. Ringrazio pertanto il Commissario di Reggio Calabria, Denis Nesci, per la fiducia che mi ha voluto affidare chiedendomi di accettare di guidare il Dipartimento legalità della provincia di Reggio Calabria. Ho accettato consapevole delle tante criticità che vanno affrontate, in un contesto come quello cittadino, che è costretto a subire la ‘male gestio’ dell’Amministrazione Falcomatà. Infatti, ai cittadini reggini, a cui piace senz’altro il quieto vivere, non sarà certamente sfuggito che dietro la favola dell’impegno a risolvere le 2 principali emergenze urbane, quella dei rifiuti e quella dell’acqua [per inciso, il Sindaco ha ora scoperto che viene rubata] , c’è il malcelato tentativo di nascondere anni ed anni di colpevole indolenza, di padre in figlio, rispetto ai bisogni di una città che, di generazione in generazione, vive in affanno e perde le occasioni per imprimere una svolta concreta al proprio futuro”, è quanto scrive in una nota Antonino Fazio. “Sono anni – prosegue- che viviamo in emergenza e ora, addirittura, ci vengono a dire che per colpa di queste emergenze il Sindaco non ha avuto il tempo di scrivere sui social, figuriamoci se poteva mettersi a tamponare le polemiche sull’isola pedonale. Indubbiamente edulcorata appare, sin dall’inizio, la ricostruzione dei fatti del nostro 1° cittadino, in special modo allorquando, con abile ma alienata dialettica, si negano i problemi e i disagi causati ai cittadini ed il cui molteplice dissenso, principalmente legato al traffico, ai parcheggi e agli stalli blu, viene bollato come polemica”.

“Con assoluta noncuranza delle lamentele dei suoi concittadini- aggiunge– bollate come dicevamo per polemica, si sposta l’attenzione (di chi è costretto a sorbirsi il monologo) sui dichiarati propositi di incentivare la mobilità alternativa o sui benefici, di natura esclusivamente “mondana” e godereccia, [gastronomica], che deriverebbero dall’istituzione dell’isola pedonale, ovvero i dehors che [si faccia bene attenzione al filmato] « l’assassino » (come lui stesso si è definito) dice  « che stiamo », per poi correggersi “che i commercianti stanno allestendo”.  Ma è tutto a posto… “Lo fanno in tutte le grandi città…”. “Si tratta di mobilità alternativa…”, “Le pedane sono carrabili…”, “Abbiamo istituito la ZTL…”, “Abbiamo messo i “leva e porta” gratis…” Che spettacolo deludente. Con un’intervista priva del ben che minimo contraddittorio, l’assassino ha trasformato il luogo del delitto nel palcoscenico del suo proclama più ingannevole e infedele ed ha messo a tacere le polemiche senza possibilità di replica. A guardare bene, si è pure ritagliato anche la possibilità di tornare indietro sui propri passi, senza tuttavia cadere nel ridicolo, semplicemente attribuendo la natura “sperimentale” alla propria genialata.

Per la serie… “Vediamo se questa intervista basta a zittire i soliti riottosi e se riesce pure ad evitare che la gente si coaguli attorno a 4 gatti che vogliono capire come vengono spesi i soldi pubblici. Altrimenti si può sempre dire che era una prova… …una cosa sperimentale”. E cosa vieta alla stessa Amministrazione di “sperimentare” nuovi disagi e, perché no, ulteriori tributi e balzelli a scapito dei reggini? Di questo passo, se continuiamo a tenere la testa sotto la sabbia, ci levano le mutande e poi ci dicono che lo hanno fatto per farci prendere aria dove non batte il sole. Peccato e mi dispiace, per chi è tanto bravo a zuccherare e ad edulcorare i veleni che offre, che i cittadini di Reggio Calabria non sono degli “stru..zzi”, giusto per usare il termine più appropriato al silenzio che hanno preferito sinora esprimere molti reggini rispetto alla colpevole indifferenza che gli ha riservato la nostra Amministrazione. Qualcuno dimentica che siamo in democrazia e il fatto che il lungomare sia stato intitolato al genitore, non significa averne ceduto la “nuda proprietà”, né tanto meno legittimare l’“autocrazia” del figlio per chiudere la bocca di coloro che non ne condividono le iniziative gestionali”, conclude la nota.