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Green Pass e zone a colori, confronto Governo-Regioni: ecco quando scatterebbe la “fascia gialla” per Calabria e Sicilia

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Quando Calabria e Sicilia entrerebbero in “zona gialla” con i nuovi parametri posti dal Governo per decretare le fasce a colori

Dopo qualche mese di tregua, ci risiamo. Si torna a parlare, infatti, di Coronavirus, zone a colori, parametri, Green Pass. Forse, però, c’è un passo avanti: l’avvio e il percorso di adesione alla campagna vaccinale stanno infatti cambiando la percezione degli interventi anche in chi dovrebbe prendere le decisioni. Niente più chiusure frenetiche e fortemente penalizzanti, o quantomeno non più totalmente dipendenti dai contagi. L’unico parametro osservabile sarà quello della tenuta ospedaliera. Tutto questo è tema di discussione del Consiglio dei Ministri di oggi, dopo gli ultimi rinvii di questi giorni dovuti – come sempre – alla divergenza di vedute all’interno del Governo. Ed è come sempre la linea guidata da Speranza (Leu e una parte di PD) quella più rigida e chiusurista, che vorrebbe parametri minimi per l’ingresso in giallo (5% in terapia intensiva e 10% nei reparti ordinari) e Green Pass “allargato”. In contrapposizione, c’è la linea di Salvini e della Lega insieme ai Governatori: Green Pass solo per le attività ad oggi chiuse (discoteche e stadi), niente obblighi vaccinali e parametri meno restrittivi sulle percentuali ospedaliere per entrare in fascia gialla (si è parlato del 20% per le terapie intensive e del 30% per i reparti ordinari).

Alla fine la mediazione è stata trovata dal Premier Draghi, che ha scelto per la via di mezzo: 10% per l’occupazione delle terapie intensive e 15% per i reparti ordinari per passare da zona bianca a zona gialla. Saranno questi gli unici parametri che decreteranno i cambi di colore.  Ad oggi, al netto di un’incidenza e di un tasso di positività in aumento in termini di contagi, i carichi ospedalieri tengono abbastanza bene (e con essi i decessi), ma per cantare vittoria sarebbe necessario verificarne la pressione dopo almeno 3-4 settimane di contagi alle stelle. E’ la variante Delta, infatti, a porre diversi dubbi, ma ad oggi si mantiene forte la linea di convivenza con il virus, anche per dar seguito ai messaggi sulla campagna vaccinale. Il contagio zero, infatti, non è più perseguibile, e con esso anche il tracciamento quale prima arma importante. L’obiettivo è vaccinare e proteggere il più possibile chi, contraendo l’infezione, rischia il ricovero o la morte, con lo scopo di mantenere bassi i numeri ospedalieri al netto di un contagio che può anche raggiungere grandi numeri.

Di certo, al momento – con questi parametri – non si dovrebbero vedere Regioni in fascia gialla almeno per le prossime settimane. Calabria e Sicilia si spera possano dormire sonni tranquilli, almeno adesso, anche per salvaguardare quel turismo che nei mesi di luglio e agosto è la vera forza trainante dell’economia del territorio. In queste due Regioni, a fronte di un aumento dei contagi, non si registrano preoccupanti variazioni su ricoveri e decessi, anche perché “riflettono” i numeri contenuti sui contagi delle scorse settimane.

Quando scatterebbe la “zona gialla” per Calabria e Sicilia

Ma quando Calabria e Sicilia entrerebbero in zona gialla, considerando questi parametri? In Calabria ad oggi si contano 46 pazienti ricoverati per Covid su un totale di 818 posti letto disponibili (5.62%). 5 sono invece i ricoveri in terapia intensiva a fronte di 151 posti letto (3.31%). In Sicilia i ricoverati in area non critica sono 165 su un totale di 3.002 posti letto (5.49%), mentre in terapia intensiva si contano 20 ricoverati su 643 posti totali (3.11%). Percentuali simili per entrambe le Regioni, dunque: 3% in terapia intensiva (con il 10% per entrare in fascia gialla), 5% per i reparti ordinari (con il 15% per entrare in fascia gialla). Affinché queste due Regioni entrino in zona gialla, quindi, i numeri attuali si dovrebbero più che triplicare. E’ auspicabile pensare che questo non avvenga sicuramente da qui al prossimo mese. A questo punto, l’obiettivo principale delle Regioni sarà quello di aumentare ancor di più il numero dei posti letto, per mantenere la percentuale sempre bassa.

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