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Pnrr, Nucera: “governo di incompetenti e accattoni, Sud scippato del proprio futuro”

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Pnrr: la nota di Giuseppe Nucera, presidente del Movimento ‘La Calabria che vogliamo’

Secondo un’analisi approfondita svolta dal docente di Economia applicata dell’Università di Bari, Gianfranco Viesti, sul documento ufficiale del Pnrr inviato dal Governo italiano all’Unione Europea, le risorse destinate al Sud non sono il 70% indicato inizialmente dall’Europa e nemmeno il 40% ipotizzato in un secondo momento, bensì soltanto il 10%. Dalla promessa di 145 miliardi stabilita dalle linee europee di euro si sarebbe passati a un Recovery da appena 13 miliardi per il Mezzogiorno.

Giuseppe Nucera, presidente del Movimento ‘La Calabria che vogliamo’, grida allo scandalo. “Gli ascari romani, per usare l’espressione utilizzata da Giolitti, colpiscono ancora. Solo una classe politica così incompetente e del tutto asservita agli ordini che arrivano dal Governo, poteva permettere l’ennesimo scippo nei confronti del Mezzogiorno. E’ un furto che non ha precedenti nella storia –sottolinea Nucera– così si manda in fumo il futuro della Calabria e di tutto il meridione”.

“Il Movimento ‘La Calabria che vogliamo’ da mesi conduce una battaglia forte e decisa sul tema del Recovery Fund e delle risorse che spettano al Sud, battaglia che ci ha visti arrivare sino alla Commissione Europea senza il supporto di alcun amministratore locale o deputato del Meridione. Il Governo italiano -evidenzia l’ex Presidente di Confindustria Rc- invece che favorire una rinascita del Sud, sviluppo utile a tutto il paese in un quadro di rilancio generale, pensa bene di saccheggiare il Mezzogiorno e portare al Nord le risorse che spettano alle regioni meridionali. Abbiamo una classe politica di accattoni, che come iene affamate si ciba dalla carcassa di un Sud sempre più abbandonato al suo destino. Se la riduzione delle risorse destinate al Meridione, dal 70% indicato dall’Ue arriverà davvero sino all’imbarazzante miseria del 10%, il Mezzogiorno naufragherà senza possibilità di appello. Con la responsabilità chiara ed inequivocabile di chi all’interno del Governo invece che recepire le indicazioni europee ha scelto in modo ponderato di condannare metà della popolazione italiana”.