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Loro lo hanno inventato, noi abbiamo fatto la storia: ha vinto la più forte, punto!

Ha vinto l’Italia, ha vinto la più forte, ha vinto chi la meritava, ha vinto chi è stato più costante, chi ha il portiere più forte del mondo e una coppia di difensori con “due palle enormi”

Non sempre vince il più forte, il più bello, il più bravo, il più “sponsorizzato”. E’ la legge scritta dello sport, è la legge scritta del calcio, è la legge scritta delle competizioni per nazionali, nel corso della storia in grado di regalare spesso sorprese. Ma no, quella di ieri non è una sorpresa. O, quantomeno, non lo era ieri sera. Ha vinto la più forte, perché ogni tanto succede. Ha vinto l’Italia, che è la più forte. Non la più  “sponsorizzata”, ma la più brava, la più bella e, sì, la più forte. E la forza di una squadra in una competizione non la fanno le copertine, i pronostici della vigilia o i trofei vinti dai giocatori in campo. La forza di una squadra la fa il coraggio, la voglia di attaccare e attaccare bene, di far vedere grande calcio, intensità, pressing, gol (e che gol!), di saper soffrire quando conta, di essere cinici quando serve e di mostrare solidità e spirito di gruppo e sacrificio quando conta.

L’Italia, per questo, ha dimostrato di essere la più forte. Più di tutte. Più di chi era favorito alla vigilia (Francia e Belgio su tutte), più di chi aveva di fronte a sé uno stadio intero e la spocchia e convinzione di portarla a casa, più di chi “ancora ne deve mangiare di pastasciutta”, più di chi si tatua i trofei in anticipo, più di politici e personaggi pubblici che “it’s coming home” sui social e non solo, più di chi calpesta le bandiere altrui e fischia gli inni (e poi ci si inginocchia…).

Abbiamo dimostrato di essere i più forti, punto.

Abbiamo dimostrato di essere i più forti perché siamo stati i più costanti, perché – salvo rari casi, ma il calcio è anche essere bravi a leggere le situazioni – non ci siamo snaturati, perché abbiamo comandato il gioco con superiorità e senza spocchia, con coraggio e consapevolezza ma con l’umiltà di chi sa che veniva da una mancata qualificazione e doveva ripartire dal basso e con poche parole e molti fatti.

Abbiamo dimostrato di essere i più forti perché abbiamo vinto due volte di fila i rigori. E, no – non questa volta – i rigori non sono solo fortuna. Perché se hai un ragazzino di 22 anni che para i due rigori decisivi con una naturalezza da veterano allora vuol dire che hai il portiere più forte del mondo e meriti di vincere ai rigori. Abbiamo dimostrato di essere i più forti perché la nostra coppia centrale ha “due palle così!”. Due leader in campo, due campioni, due signori che nei momenti decisivi si esaltano.

Abbiamo dimostrato di essere i più forti perché abbiamo stravinto il girone senza calcoli, senza pensare alla parte più difficile del tabellone, e l’abbiamo vinta e distrutta con merito, quella parte di tabellone.

Abbiamo dimostrato di essere i più forti perché abbiamo affrontato la finale come si affronta una finale. Con coraggio, consapevolezza nei propri mezzi e voglia di vincere. Non di certo con 11 calciatori dietro la linea della palla per 115 minuti, nonostante il supporto di uno stadio intero.

Abbiamo dimostrato di essere i più forti perché la storia dice questo, la nostra tradizione dice questo. Perché se loro, gli inglesi, il calcio lo hanno inventato, noi, gli italiani, abbiamo fatto la storia. E ieri sera, qualora ce ne fosse bisogno, lo abbiamo confermato…