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Chievo Verona, la favola senza lieto fine. Dal sogno Champions all’esclusione dalla B: l’epilogo amaro di un piccolo miracolo sportivo

Chievo Verona

La storica promozione in A, l’Europa assaporata 3 volte, la retrocessione in B e i problemi economici: oggi il Chievo Verona viene escluso dalla cadetteria. La favola gialloblu senza lieto fine

Una piccola realtà capace di fare la storia. Una frazione cittadina che pianta la sua bandierina sulla mappa del calcio italiano prima, europeo dopo. Quella del Chievo Verona è stata la prima grande favola del calcio italiano degli anni 2000, quella che ha fatto emozionare un po’ tutti. La periferia che calcistica che siede al tavolo delle grandi metropoli, un pezzo di Verona che sfida a viso aperto la Juventus, le due anime di Milano e quelle di Roma. Il calcio del popolo che si prende la sua rivincita senza top player, ma con calciatori che ancora oggi vengono ricordati con il sorriso. Una favola che oggi si conclude senza lieto fine.

Il consiglio federale della Figc, in seguito a quanto segnalato dalla Covisoc, ha bocciato il ricorso del Chievo Verona escludendo la squadra dalla prossima stagione di Serie B. La bocciatura del Consiglio Federale è dovuta alla rateizzazione in 12 mensilità dei contributi dei mesi di ottobre e novembre 2020 dei dipendenti (compresi i calciatori) ricorrendo alla normativa governativa anti-Covid (riconosciuta dall’Inps ma non prevista dalla Covisoc, che prevede il saldo in 4 rate).

Foto di Mike Palazzotto / Ansa

Sembrano ormai distanti i tempi in cui Sergio Pellissier aizzava le folle. Si guarda con nostalgia ai gol di Amauri, il leone italo-brasiliano che fece innamorare addirittura la Juventus. E poi la grinta di Brighi, le corse di Manfredini, le parate di Sorrentino, le incursioni di Perrotta. Una squadra che negli anni non si è limitata solo a mantenere la categoria. Promosso come terzo club dalla Serie B 2000-2001, il Chievo chiuse la sua prima stagione in Serie A addirittura al 5° posto. Il ‘miracolo Chievo’ fu sulla bocca di tutti: poco importa se l’anno successivo in Coppa Uefa i clivensi uscirono al primo turno. Una piccola aveva dimostrato di poter mettere paura alle grandi ed arrivare in Europa davanti alla Lazio e ad 1 punto dal Milan che l’anno successivo vinse la Champions League. Il Chievo è stata la squadra che ha fatto da apripista alle promozioni di piccole realtà come Carpi, Frosinone, Crotone, ma che ha anche anticipato la storica Champions League dell’Atalanta.

Come dimenticare infatti la stagione 2006-2007 quando, in seguito ai fatti di Calciopoli, la formazione veneta si ritrovò quarta e giocò la doppia, sfortunata, sfida contro il Braga venendo eliminata ai supplementari del terzo turno preliminare. Fuori al primo turno in Coppa Uefa, al termine di quella stagione arrivò la prima retrocessione in B dalla quale i gialloblu furono subito promossi. Ben più dolorosa la retrocessione del 2019, l’inizio della fine. Due eliminazioni ai Playoff, la pandemia di Covid e i debiti. Oggi la scelta della Figc. La speranza finale resta il ricorso al Coni per provare a strappare l’ultima pagina di una storia emozionante, per poi scrivere un finale che merita di essere decisamente migliore.