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I Moti di Reggio Calabria 51 anni dopo, il Movimento Fiamma Tricolore: “nell’anniversario della Rivolta l’auspicio di liberare la città dal suo periodo più buio”

I Moti di Reggio Calabria 51 anni dopo, il Movimento Fiamma Tricolore: “nell’anniversario della rivolta imperativo spezzare il “cerchio magico” attorno a Falcomatà: unico modo per liberare la città dal suo periodo più buio”

“Alzi la mano chi ricorda una Reggio più brutta, sporca, incivile, arresa di quella attuale: checchè ne possano dire le farlocche classifiche nazionali di gradimento oggi l’uomo più odiato di Reggio Calabria ha un nome e cognome ben preciso. Come un novello Nerone, il giovane sindaco ormai da anni tiene a ferro e fuoco la città di Reggio costringendo i suoi abitanti a vivere quotidiane situazioni da terzo mondo”. E’ quanto scrive in una nota la Segreteria Provinciale di Reggo Calabria del Movimento Sociale Fiamma Tricolore ricordando l’anniversario della Rivolta di Reggio Calabria.Incapace di amministrare, raggiunto con la sua “squadra” da molteplici inchieste, al centro della vicenda brogli elettorali, una denuncia in procura per la questione murales, un processo per il Miramare, emergenza sanitaria che l’Asp segnala alle autorità un giorno si e l’altro pure, mancanza dei servizi pubblici essenziali, scelte cervellotiche, centro e periferie ricoperte da rifiuti, mancanza d’acqua nelle abitazioni: cosa altro dovranno ancora sopportare i cittadini reggini prima che un sussulto di dignità o di una istituzione superiore porti alle dimissioni o alla rimozione di questo signore? Appare allora ormai chiaro che esiste una sorta di “cerchio magico” attorno al giovane sindaco ed alla sua squadra di “incapaci adibiti alla gestione della cosa pubblica”: forze oscure, istituzioni superiori e altre in teoria indipendenti che in combutta tra loro proteggono gli attuali amministratori e costringono i reggini in questo stato di cose. Alle reali forze di opposizione, ai cittadini, messi ogni giorno di fronte a questa evidenza, tocca oggi riflettere nell’anniversario che vide il popolo reggino ribellarsi al potere centrale, per capire in quale punto debole spezzare questo cerchio magico che difende i distruttori della città”, conclude la nota.