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Dalla Reggina alla finale di Euro 2021, Atzori racconta Di Lorenzo: “talento innato. Se ferma Sterling sarà l’uomo copertina”

Foto Ansa

Dagli esordi alla Reggina alla maglia da titolare nella finale di Euro 2021 fra Italia e Inghilterra: Giovanni Di Lorenzo raccontato da Gianluca Atzori, il tecnico che lo fece esordire a Reggio Calabria

Sono passi 11 anni dall’esordio con la Reggina: era il 29 maggio 2011, Giovanni Di Lorenzo, a soli 17 anni, giocava la sua prima gara in Serie B con la maglia amaranto. Domani il terzino nato a Castelnuovo di Garfagnana giocherà da titolare la finale di Euro 2021 tra Italia e Inghilterra. Un percorso straordinario quello dell’attuale difensore del Napoli, per certi versi anche inaspettato.

Ma chi lo conosce bene ha sempre creduto che un giorno sarebbe arrivato a prendersi, stabilmente, un posto nel grande calcio. Gianluca Atzori ad esempio, l’allenatore che lo fece esordire tra i grandi a Reggio Calabria, non ha mai avuto dubbi, come spiega a ‘La Gazzetta dello Sport’: “era uno dei miei preferiti. Un ragazzo con delle gambe spaventose, ovunque lo schieravi faceva bene. Ma aveva un’altra grande capacità: sapeva crescere calcisticamente, a vista d’occhio. Nessuno poteva pensare che arrivasse a questo livello, ma io quando lo allenavo da ragazzino ci avrei messo la firma che sarebbe arrivato in Serie A. Gli ho visto fare progressi enormi, aveva una dote innata: vedeva i grandi in campo e poi voleva fare le stesse cose, non si allenava solo perchè doveva, ma lo faceva per migliorarsi. Una testa, insomma, pari al talento che aveva nelle gambe. Ecco perchè è un vincente, e perchè poi con gente come Ancelotti o Gattuso è migliorato ancora di più“.

Contro l’Inghilterra Di Lorenzo dovrà fermare Sterling, una delle ali più forti al mondo, senza dubbio il miglior calciatore inglese all’Europeo. Uno scontro all’apparenza impari, ma in merito al quale Atzori spiega: “Sterling è dei più forti al mondo, difendere su di lui è dura per chiunque. È ancora più veloce di Doku contro cui ha patito, spero che gli diano una mano. Ma le gambe e la testa che ha lui mi pare ce l’abbia tutta l’Italia, c’è solo da essere orgogliosi del lavoro di Mancini. E se Giovanni lo ferma, diventa davvero l’uomo copertina azzurro…“.