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Calabria, monitoraggio Covid: dopo 11 settimane di discesa, tornano ad aumentare i contagi. Ma adesso gli ospedali sono vuoti e crescono i vaccinati [GRAFICI]

Il consueto monitoraggio settimanale Covid in Calabria segnala un nuovo aumento dei casi dopo 11 settimane consecutive di discesa, ma nessun allarme giunge dagli ospedali e buone notizie provengono dal fronte vaccini

Ancora una volta l’andamento del Covid in Calabria segue i numeri nazionali. Dopo settimane di discesa, in Italia si registra nuovamente il segno + alla voce “nuovi casi“. Nella regione punta dello stivale vale lo stesso assunto. Come spiegato qui di seguito dai grafici del dott. Luca Fusaro, dunque, dopo 11 settimane consecutive di discesa il monitoraggio rileva un incremento del 51,2% di nuovi casi – nella settimana che va dal 3 al 9 luglio – rispetto a quella precedente.

Un risultato prevedibile, anche se forse ci si aspettava una stabilizzazione, un incremento più lento o una crescita ritardata di qualche settimana, così come avvenuto l’anno scorso. Non è da escludere la predominanza della variante Delta, che ha trovato spazio libero grazie ai viaggi in Europa, all’Europeo itinerante e ai festeggiamenti nel nostro paese per i risultati della Nazionale. Il cosiddetto “rischio calcolato” che il premier Draghi annunciava qualche mese fa, insomma, sta mostrando adesso il suo lato “debole”, logico e conseguente nel momento in cui si decide di tornare alla normalità.

A dispetto di un iniziale incremento, prosegue il calo degli attualmente positivi. Dal picco del 2 maggio si è passati da 15.225 a 2.434 (-84%). Il 98% dei casi attivi è in isolamento domiciliare, l’1,8% ricoverato con sintomi, lo 0,1% in terapia intensiva.

Allo stesso modo continua anche il progressivo svuotamento degli ospedali. In dettaglio, dal picco del 26 aprile, i posti letto occupati in area medica sono scesi da 482 a 45 (-90,7%), mentre quelli in terapia intensiva, dal picco del 17 aprile, da 50 a 3 (-94%). Le persone in isolamento domiciliare, dal picco del 2 maggio, sono calate da 14.743 a 2.386 (-83,8%). Il numero dei decessi sale a 6 (+50%). Nelle ultime 5 settimane i decessi sono stati 55 contro i 168 del periodo 01 maggio-04 giugno (-67,3%). Come è noto, i numeri su ospedalizzazioni e decessi seguono sempre qualche settimana di ritardo rispetto agli sbalzi delle curve. Se i dati dovessero rispecchiare quelli visti nel Regno Unito, è probabile che anche queste curve risalgano, ma in maniera decisamente meno preoccupante, permettendo un controllo della situazione maggiore e un vero ritorno alla normalità.

In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • nuovi casi settimanali: da 170 a 257 (+51,2%);
  • casi attualmente positivi: da 4.658 a 2.434 (-47,7%);
  • persone in isolamento domiciliare: da 4.600 a 2.386 (-48,1%);
  • decessi: da 4 a 6 (+50%);
  • ricoveri in terapia intensiva: da 6 a 3 (-50%);
  • pazienti ricoverati con sintomi: da 52 a 45 (-13,5%).

Incidenza settimanale per 100.000 abitanti e occupazione posti letto Covid

L’incidenza settimanale per 100.000 abitanti sale da 9 a 14 e per la sesta settimana consecutiva rimane sotto il limite di 50. I posti letto occupati in area medica sono il 5,6% (45 su 799), in terapia intensiva il 2% (3 su 151).

Testing

Il numero dei tamponi settimanali passa da 13.445 a 13.032 (-3,1%), in media 1.862 al giorno.

Tasso di positività

Il tasso di positività è un indicatore della diffusione di una epidemia. Viene definito come il rapporto tra il numero di positivi rispetto ai tamponi effettuati. Un’altra possibile definizione considera i “casi testati” al posto dei tamponi. La ragione di questa definizione alternativa è dovuta al fatto che il numero di tamponi include anche quelli di controllo effettuati per accertare la guarigione di un soggetto positivo.
Il tasso di positività, calcolato sui tamponi, cresce all’1,97%, dopo una riduzione di 8 settimane.

L’aumento dei casi, da 170 a 257, è dovuto esclusivamente alla maggiore circolazione del virus, infatti il tasso di positività è cresciuto da 1,26% a 1,97% mentre l’attività di testing ha avuto una leggera flessione del -3,1%. Le note positive sono che dei 2.434 casi attivi il 98% è in isolamento domiciliare e il progressivo svuotamento degli ospedali: 48 ospedalizzati contro i 58 della settimana precedente (-17,2%) di cui 3 pazienti in terapia intensiva (-50%) e 45 ricoverati con sintomi (-13,5%).

Vaccini

Nota metodologica: nel calcolo delle percentuali dei vaccinati non si utilizza il dato sull’intera popolazione regionale ma la platea interessata, ossia i soggetti superiori 12 anni che secondo la stima dell’Istat sulla popolazione residente al 1° gennaio 2021 è pari a 1.688.617.
Al 10 luglio, il 23,87% della popolazione over 12 è in attesa della seconda dose (n°403.010), il 37,84% ha completato il ciclo vaccinale (n°39.026), il 38,29% non ha ricevuto alcuna dose (n°646.581), il 61,71% ha ricevuto almeno una dose di vaccino (n°1.042.036).

Coperture vaccinali per fasce di età

Gli over 60 che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino risultano 108.291 su 553.808 (19,55%), 445.517 hanno ricevuto almeno una dose (80,45%), 343.107 hanno completato il ciclo vaccinale (61,95%), 102.410 sono in attesa della seconda dose (18,49%). Gli over 60 che non hanno ricevuto alcuna dose sono così suddivisi: 18,02% degli over 80 (n°23.870), 16,39% della fascia 70-79 (n°29.125) e 22,69% della fascia 60-69 anni (n°55.296). Come già evidenziato prima, ovviamente, sul numero di ospedalizzati e decessi – posto che i contagi torneranno a salire a prescindere – conterà la copertura vaccinale. Si parlava di esempio Regno Unito: i numeri sui vaccinati non sono ancora quelli raggiunti dal paese britannico, seppur una buona parte di over 60 e fragili stia raggiungendo la quota prevista per mettersi al sicuro. Vediamo in dettaglio la percentuale di vaccinati per fasce di età.