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Il Comune di Bova Marina risponde al padre del giovane disabile: “E pensare che suo figlio ha anche usufruito delle sedie job predisposte proprio dalla nostra Amministrazione. Per noi non esistono disabili di serie A e di serie B, ma padri di serie A e di serie B”

Il Comune di Bova risponde al padre del ragazzo con grave disabilità dopo la lettera a StrettoWeb

In riferimento alla lettera aperta inviata a StrettoWeb dal padre di un ragazzo con grave disabilità, l’Amministrazione Comunale di Bova Marina intende rispondere con assoluta chiarezza.

“Questa Amministrazione ha, per la prima volta nella storia di questo comune, effettuato per la stagione balneare 2021 un investimento senza precedenti, ossia l’acquisto di passerelle specifiche per disabili, installate su tutto il territorio comunale (e non solo sul lungomare cittadino) presso le spiagge pubbliche. Le stesse sono state affiancate dalle passerelle classiche in legno, le quali hanno sempre comunque consentito l’accesso al mare delle persone portatrici di disabilità. Si parla del nostro comune come di una “istituzione con la i minuscola … sorda e cieca”, ed infatti siamo stati talmente tanto sordi e ciechi da installare le passerelle anche dove in teoria non si dovrebbe, proprio per non discriminare nessun cittadino, anche non residente”.

“La passerella oggetto della lettera aperta, infatti, ricade in una spiaggia che si prefigura “privata” in quanto concessa dal Demanio dello Stato all’attiguo lido, tant’è che per accedere alla stessa passerella si deve necessariamente transitare dalla proprietà privata dello stabilimento. In questi casi, ossia quando non vi è un ingresso con strada ad uso pubblico, e la spiaggia è quindi oggetto di una concessione demaniale, dev’essere il “privato” titolare della concessione e quindi dello stabilimento ad installare le idonee passerelle per l’accesso al mare. Il Comune di Bova Marina, pur consapevole di tale inghippo burocratico, ha comunque installato una passerella proprio per “sviluppare – come dice Papa Francesco e cita l’autore della lettera aperta – gli anticorpi contro una cultura che considera alcune vite di serie A e altre di serie B”.

“La nostra Amministrazione, proprio per sviluppare quegli anticorpi, ha in questi anni lavorato tantissimo per incrementare il proprio ufficio scolastico-sociale. Sono state infatti assegnate 2 sedie job – presidio medico ideale di ausilio alla mobilità per il mare, cui ha usufruito anche il figlio dell’autore della lettera aperta, dopo anni di assenza abbiamo presente in sede un assistente sociale ed a breve anche uno psicologo, sono stati attivati i servizi di segretariato sociale, di facilitazione dei percorsi di inclusione, di lotta alla dispersione scolastica presi in carico dallo stesso ufficio, il quale sta lavorando alla stesura dei piani di zona insieme al Comune capofila di ambito Melito Porto Salvo. La contestazione gratuita ed inaccettabile del signor Pietro G. meriterebbe che questa Amministrazione disponesse la rimozione di detta passerella in quanto, come sopra scritto, di competenza del concessionario ospitante. Tuttavia, per la sensibilità ed il rispetto di questa Amministrazione verso le condizioni del ragazzo, soprassiede a tale decisione nonostante le ingiurie arrecate al nostro Comune nella lettera. Per noi non esistono disabili di serie A e di serie B, ma padri di serie A e di serie B”.