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Coltorti (M5S) e le tesi per dire “No” al Ponte: “non si può costruire, con un sisma come quello del 1908 a Messina e Reggio Calabria crollerebbero larga parte degli edifici”

ponte sullo stretto

Coltorti inoltre replica alla collega Paita (Italia viva): “l’assurdità infrastrutturale ed economica sarebbe proprio stabilire di fare il ponte senza sapere come e dove e soprattutto quanto costa”

Mercoledì alla Camera è stato approvato un ordine del giorno che impegna il governo ad adottare le opportune iniziative al fine di individuare le risorse necessarie per realizzare un collegamento stabile, veloce e sostenibile dello Stretto di Messina. Un tema che, come in passato, ha generato dibattito politico. “Nessuno vuole negare ai siciliani la possibilità di attraversare in pochi minuti lo Stretto di Messina, ma una risoluzione di questo tipo lascia interdetti. Il Ponte sullo Stretto di Messina è costato già un patrimonio alle casse dello Stato e ogni anno, pur non avendolo mai realizzato, paghiamo ancora alla società Stretto di Messina Spa – in liquidazione da otto anni- quasi 550 mila euro: uno sperpero di denaro pubblico insopportabile. Anche la presidente della Commissione Trasporti della Camera, l’onorevole Paita, ieri, è tornata ad invocare la realizzazione del ponte, sostenendo che non farlo sarebbe una vera e propria assurdità, sia infrastrutturale che economica”. E’ il pensiero pubblicato in una nota da Mauro Coltorti (M5s), presidente della commissione Lavori pubblici e Trasporti del Senato.

“Da suo omologo al Senato, replico alla collega di Italia viva che l’assurdità infrastrutturale ed economica sarebbe proprio stabilire di fare il ponte senza sapere come e dove e soprattutto quanto costa. E’ evidente che non si può costruire un’infrastruttura di quella portata su un fondale franoso e tra i più critici in Italia dal punto di vista sismico. Cui prodest? Siamo sicuri che ci sia bisogno del ponte con le incertezze progettuali che sicuramente si presenterebbero dato che non esiste al mondo un ponte a campata unica di 3,3 km e non è possibile realizzare un ponte a tre campate come sostenuto nella relazione presentata al Ministero? Nel documento si evidenzia infatti che l’area di imposta dei piloni potrebbe essere interessata da fenomeni di fluidificazione, eventi che trasformano in fluidi sedimenti in apparenza resistenti, un fenomeno comune in caso di sisma. E’ certamente urgente potenziare le infrastrutture esistenti al sud e i collegamenti tra l’isola e lo stivale, soluzione già individuata e in corso di realizzazione dal ministro Giovannini. Vogliamo pensare all’adeguamento antisismico degli edifici? Con un sisma come quello del 1908 crollerebbero larga parte degli edifici. Ci preoccupiamo di porre fine alla atavica carenza idrica che soffrono le due regioni interessate? E’ davvero il ponte sullo Stretto l’urgenza reale per il Sud?”, conclude.