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Fresco sposo e in cerca di rilancio: chi è Vasco Regini, il pupillo di Aglietti. E quell’esordio in A che per la Reggina fu un incubo…

vasco regini

La presentazione di Vasco Regini, ultimo acquisto della Reggina: dal passato con Aglietti, sin da inizio carriera, alle nozze fresche

E’ il 70′, lo sguardo è un mix tra chi ha voglia di esordire in A e spaccare il mondo e chi ha le gambe tremolanti e tanta emozione. Ma il risultato di certo aiuta. La sua Sampdoria sta vincendo 5-0, a pochi giorni dalla finale di Coppa Italia, contro una Reggina impotente e destinata a finire dritta dritta in Serie B dopo un decennio fantastico. In quel 70′, fa il suo ingresso in campo e porta con sé un carico enorme di entusiasmo e ambizione. Era il 9 maggio 2009: un giovanissimo Vasco Regini esordiva con i colori che da ragazzo l’avrebbero fatto diventare un uomo, quelli blucerchiati. Oggi, 11 anni dopo, dall’alto dei suoi 30 anni, il calciatore passa ufficialmente alla Reggina, proprio la stessa squadra che quel giorno cadde inerme sotto i colpi dell’amato ex allenatore Walter Mazzarri.

Pur avendo tanta esperienza in Serie A, però, a modo suo Vasco Regini potrà dire di aver raggiunto un record importante in riva allo Stretto: giocherà per la prima volta da… marito. Il difensore, infatti, proprio pochi giorni fa, a fine giugno, è convolato a nozze con Federica Cesarini. E ora lancia una sfida a tutti coloro che “ma chi te la fa fare?”, tanto caro da queste parti. Sì, perché per Regini – anzi – adesso inizia la battaglia più bella: quella del rilancio. 12 presenze negli ultimi tre anni sono troppo poche per un calciatore che già in quel 2009 aveva addosso gli occhi di chi ci vedeva un potenziale crack, di chi (Devis Mangia) qualche anno dopo lo convocava in Under 21 per l’Europeo del 2013.

Caratteristiche tecniche e carriera di Vasco Regini: il grande exploit con Samp ed Empoli, poi il cerchio si stringe

Terzino sinistro nella difesa a 4, quinto dallo stesso lato nel centrocampo a 5 o difensore centrale. Vasco Regini si adatta a fare tutto, nel corso degli anni. Comincia la sua carriera prevalentemente da esterno, ma affina col tempo le sue spiccate doti difensive, a tal punto da consolidarsi nella zona più arretrata del campo. E a consolidarsi, soprattutto, a Genova, sponda blucerchiata. Nasce infatti a Cesena, lì dove spicca il volo calcisticamente e non solo, ma è alla Sampdoria che si forma e in cui mette la “bandiera”, diventando anche capitano. Ed è lì che si incrocia per la prima volta con Alfredo Aglietti, che allena la Primavera e che nota quel ragazzino fresco di gamba e dotato di corsa. E non se ne dimentica. Regini va al Foggia di Zeman ma poi ritorna proprio da Alfredo Aglietti: è il biennio di Empoli, in Serie B, quello che per il difensore potrebbe rappresentare il salto definitivo verso la A, prima soltanto sfiorata. E Vasco la sfiora di nuovo, la massima serie, perlomeno coi toscani: la sconfitta in finale playoff contro il Livorno non gli impedisce comunque il confronto coi più grandi del calcio. Fa infatti ritorno alla Sampdoria e per due stagioni sfiora le 30 presenze. La terza va meno bene (14 gettoni) ma è accompagnata dalla grande occasione di carriera: il Napoli. Male. Solo una presenza, chance non sfruttata e ritorno a Genova, lì dove però – anche a causa di infortuni e qualche prestazione sottotono – il cerchio si restringe. E così, negli ultimi tre anni – tra i prestiti di Spal e Parma e qualche altra breve apparizione sempre alla Samp – arrivano solo 12 presenze. Un po’ troppo poco? Sì, ma non sa di essere arrivato nella terra che ha rilanciato Nicolas, Lakicevic, Crisetig, Montalto e tanti altri… Insomma, l’ennesima operazione rilancio – per la Reggina – è partita.