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Calabria, il flop delle vaccinazioni in farmacia: “per Johnson & Johnson dovete venire in 5 over 60 e senza patologie”. La lettera di un prof. “terrorizzato dai media”

vaccino in farmacia

Calabria, la testimonianza di un insegnante “terrorizzato” dalle notizie dei media sul presunto ed eventuale obbligo vaccinale per i docenti scolastici: ha provato a chiedere la vaccinazione con il vaccino Janssen della Johnson & Johnson e adesso è costretto ad emigrare fuori regione anche per la somministrazione

Calabria, terra di eccellenze e perchè. Punti interrogativi rispetto alle inefficienze organizzative di un sistema sanitario che vive di straordinari riconoscimenti internazionali e, al tempo stesso, disservizi drammatici per la quotidianità dei calabresi. Se ieri – infatti – abbiamo raccontato con orgoglio l’eccellenza del GOM di Reggio Calabria dove il Cardinale Robert Sarah ha scelto di spostarsi dalla Città del Vaticano per sottoporsi a un delicato intervento urologico, oggi siamo invece costretti a denunciare un’inefficienza che sta interessando coloro che vorrebbero vaccinarsi in farmacia, e nello specifico che preferirebbero fare il vaccino Janssen della Johnson & Johnson.

A testimoniare il disagio è un insegnante di Sibari che ha scritto a StrettoWeb per raccontare la sua esperienza: “Buongiorno, sono un docente, per cui da qualche giorno sono bombardato da notizie per cui il governo si starebbe preparando a costringermi a vaccinarmi, voci abbastanza insistenti che mi stanno terrorizzando e che mi hanno costretto a una full immersion tra le fonti ufficiali per comprendere quali siano le diverse possibilità e cosa eventualmente dovrei firmare una volta costretto a vaccinarmi. In tutti e 4 i fogli relativi al consenso informato, dovrei firmare che accetto che gli effetti a lungo termine di ciascun vaccino siano incogniti, e questo perchè ciascun vaccino non è stato approvato, ma ne è semplicemente autorizzato provvisoriamente l’uso in emergenza, per cui si sta facendo sul campo una sperimentazione di massa, ma la cosa assurda è che in tutte le regioni, tranne che nel lazio, non si ha la possibilità di scegliere con quale vaccino rischiare sull’incognita degli effetti a lungo termine. Nel mio studio sulle fonti, le reazioni avverse comunicate sono simili tra i 4 farmaci, le differenze sono talmente minime da rientrare nell’errore statistico, ma quelli a lungo termine, ovviamente, sono ancora ignoti. Facendo quindi le mie ricerche sulle tecnologie di azione, modalità di conservazione e altre caratteristiche sulle varie riviste scientifiche, l’unico vaccino per il quale considero i rischi accettabili, è quello prodotto dalla Johnson & Johnson, anche perchè, essendo monodose, presenta molti meno rischi a breve termine. Tra l’altro mi sono già sottoposto ad una vaccinazione non obbligatoria (affinchè sia chiaro che non sono certo un no-vax), proprio con un altro vaccino analogo dalla Johnson & Johnson, e non ho avuto effetti collaterali nè a breve nè a lungo termine, quindi sono un po’ più tranquillo. Da qualche giorno la regione Calabria ha deciso di invitare le farmacie a somministrare questo vaccino proprio in considerazione dei minori rischi nelle modalità di conservazione e del fatto che, essendo monodose, migliora l’organizzazione delle somministrazioni. Ho quindi iniziato a telefonare in farmacia per potermi prenotare. Con mia amara e sgradita sorpresa, nella prima parte della telefonata ogni farmacista mi diceva che per somministrare i vaccini ha bisogno di 5 persone con più di 60 anni e senza patologie contemporaneamente presenti in farmacia perchè il flaconcino prevede 5 dosi e che ha grosse difficoltà ad avere 5 ultrasessantenni sani contemporaneamente presenti, e che a me, che ho 54 anni, non potevano somministrarla, perchè la campagna è destinata a quella fascia di età. Ho chiamato una ventina di farmacie della fascia jonica cosentina, dove abito, ricevendo sempre questa stessa assurda risposta, un gatto che si morde la coda.

Riassumendo:

LA CAMPAGNA IN FARMACIA PER UN VACCINO APPROVATO DAI 18 ANNI IN SU’ è (ASSURDAMENTE) RISERVATA IN CALABRIA AGLI ULTRASESSANTENNI, COSA CHE LASCIA FUORI MOLTA GENTE COME ME CHE VUOLE USUFRUIRNE E CHE RENDE DIFFICILE FISSARE 5 O MULTIPLI DI 5 APPUNTAMENTI IN CONTEMPORANEA. IN PRATICA UN FLOP PROGRAMMATO”

Praticamente in Calabria si è costretti al turismo sanitario anche per una semplice iniezione al braccio. Infatti a questo punto ho visto un po’ i vari regolamenti delle regioni sul vaccino per i turisti. Molte regioni prevedono la sola somministrazione della seconda dose (o monodose, nel caso di Johnson & Johnson), quella che sembra meglio organizzata è il Lazio.

Infatti hanno aperto, al terminal 3 di fiumicino, un centro vaccinale per viaggiatori in partenza che prevede appunto l’utilizzo del vaccino Johnson & Johnson per i viaggiatori in partenza. Anche a Valmontone è possibile vaccinarsi liberamente con Johnson & Johnson anche se si è residenti fuori dal Lazio. Per cui, se non si risolve la situazione calabrese, sarò costretto a farmi oltre mille chilometri per raggiungere e tornare da Roma, dopo aver acquistato un biglietto aereo, farmi il vaccino e poi buttare il biglietto e tornare a casa, col rischio che eventuali effetti collaterali durante il viaggio di ritorno possano mettermi in pericolo“.

Il tutto nella stessa Regione che accoglie i Cardinali per interventi chirurgici d’eccellenza che neanche a Roma sono in grado di realizzare.

Poi, però, ci perdiamo in un bicchier d’acqua…