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Aeroporto dello Stretto chiuso per incendio di rifiuti nei pressi della torre di controllo: “insopportabile pensare che il nostro scalo sia così destinato a perire”

di Rino Sculco * – Da pilota di Aviazione Generale e socio del locale Aero Club dello Stretto A.S.D., desidero raccontare ai “non addetti ai lavori” un giorno di ordinaria indifferenza vissuto dal nostro “affannato e scarsamente utilizzato” aeroporto.

Premesso che immagino essere a tutti noto lo scarsissimo numero di voli commerciali operati giornalmente dal nostro aeroporto – TRE – un Milano, un Roma e per grazia ricevuta, ma fino al mese di settembre un Torino; oltre ad alcuni voli privati, per lo più “voli scuola”, operati dall’Aero Club dello Stretto. Orbene in quest’ultima fascia mi inserisco io, apprestandomi a raccontare il mio volo di giorno 21, rientrando da un altro aeroporto, ai comandi di un velivolo del Club. Approssimando l’ingresso nello spazio aereo di competenza della torre di controllo di Reggio Calabria (per la cronaca Gioia Tauro), mi apprestavo a chiamare il controllo di Roma per chiedere il cambio di frequenza, ma venivo da questo anticipato per sentirmi dire che l’aeroporto di Reggio Calabria era stato temporaneamente chiuso a motivo del fuoco appiccato da ignoti a cumuli di immondizia presenti in loco ed in prossimità della torre di controllo. L’incendio aveva determinato il rilascio di fumo particolarmente intenso, che aveva invaso gli ambienti di lavoro e conseguentemente costretto il personale ad abbandonare i locali. Trascuro le successive conversazioni intercorse tra me ed il controllo di Roma, in questa sede irrilevanti; per la cronaca preciso soltanto che sono atterrato con circa un’ora e trenta di ritardo rispetto al mio stimato di arrivo e che il volo proveniente da Roma (Alitalia) è arrivato con circa un’ora di ritardo.

Orbene, come diceva il buon Antonio Lubrano – “la domanda sorge spontanea” e rivolgendomi alla Città Metropolitana in persona della sua massima espressione, chiedo se è normale mettere costantemente a rischio la già asfittica operatività del nostro Aeroporto sol perché un’area in prossimità della Torre di Controllo è stata eletta a discarica e la spazzatura che ivi si raccoglie viene rimossa con assoluta irregolarità ? Sempre che nelle more, come è capitato ben quattro volte, in questi ultimi due mesi, qualche balordo irresponsabile, emulo del Divino Nerone, non decida di dare fuoco risolvendo a parer suo il problema ! Le conseguenze, già verificatesi, sono evidenti e gravi oltre che per la normale operatività dello scalo, anche e soprattutto per i mezzi aerei di soccorso e dell’antincendio. Gli Enti aeroportuali direttamente interessati mi risulta che più volte hanno rappresentato la “criticità” alle autorità cittadine e al Sig. Prefetto, ma con un nulla di fatto !

Insopportabile pensare che il nostro aeroporto, il primo della Calabria, debba essere condannato a perire non solo per scelte politiche palesemente errate, ma anche per rifiuti mal gestiti o, addirittura, per nulla gestiti.

Trovare una soluzione al problema, almeno per non agevolare i detrattori del nostro “scalo”, è imperativo ed urgente.

Avv. Rino Sculco, pilota di aviazione generale e socio del locale Aereo Club dello Stretto