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Stop al vaccino AstraZeneca per i giovani: atteso il parere del Cts

Vaccino AstraZeneca Foto di Daniel Dal Zennaro / Ansa

Il Comitato tecnico-scientifico potrebbe pronunciarsi già oggi con un parere più stringente sull’utilizzo del vaccino AstraZeneca per i giovani

Stop al vaccino AstraZeneca per i più giovani: per quanto rarissimi, il rischio di gravi eventi trombotici man mano che si scende con l’età (e che contestualmente si riduce drasticamente la circolazione virale) pareggia e supera quello di contrarre in maniera grave il Covid. Questa la questione al vaglio del Comitato tecnico-scientifico, che potrebbe pronunciarsi già oggi con un parere più stringente sull’utilizzo del vaccino che ha avuto la vita piu’ travagliata in questi mesi. Una lunga serie di stop and go che, pur essendo formalmente autorizzato dall’Ema per tutti sopra i 18 anni, hanno indotto l’Aifa prima ad escludere i più anziani suggerendone l’utilizzo solo per gli under 50, poi per gli under 60, quindi, dopo le notizie di gravi effetti collaterali, in alcuni casi letali, in donne sotto i 40 anni, l’inversione a U con la raccomandazione all’utilizzo solo per le età più avanzate. “L'”uso del vaccino AstraZeneca e’ raccomandato in via preferenziale alle persone con più di 60 anni”, stabiliva ad aprile l’Aifa. E’ proprio quel “in via preferenziale” ad aver consentito ampio margine alle Regioni, che da settimane hanno iniziato a promuovere l’uso di AstraZeneca per i piu’ giovani soprattutto attraverso la formula degli ‘Open day’. Le dosi, era il ragionamento, sono in freezer: chi vuole si presenti. Per evitare imperdonabili sprechi ed accelerare la campagna. Ma le notizie di cronaca degli ultimi giorni, in particolare la vicenda della 18enne ricoverata con emorragia cerebrale a Genova dopo il vaccino, seguite dai numerosi appelli degli esperti (non ultima la lettera aperta dell’associazione Coscioni, firmata da diversi scienziati di primo piano) hanno indotto ministero della Salute, Aifa e Cts a riunirsi per un’ulteriore stretta. Si starebbe valutando di rendere piu’ stringente la raccomandazione eliminando il concetto di “uso preferenziale”, ma contestualmente potrebbe abbassarsi il limite suggerito, che a oggi e’ appunto di 60 anni. Ieri il sottosegretario Sileri aveva suggerito di rivedere le indicazioni fissando il tetto a 40 o a 30 anni, sotto il quale e’ decisamente preferibile usare i vaccini a mRna, ossia Pfizer e Moderna. Dopo il parere del Cts, sara’ probabilmente una circolare del ministero a firma della direzione generale della Prevenzione a comunicare alle Regioni le nuove indicazioni.