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Reggio Calabria, una lettrice esasperata dal quartiere di Sant’Anna: “siamo sommersi dai rifiuti e invasi da ratti e scarafaggi, situazione sempre più grave”

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Reggio Calabria, la segnalazione di una lettrice di StrettoWeb dal quartiere Sant’Anna

Una lettrice di StrettoWeb ha inviato una lettera alla nostra Redazione per evidenziare un problema che affligge la zona di Sant’Anna a Reggio Calabria. Nella centrale zona appena citata, la vivibilità per i residenti è impossibile a causa delle scarsissime condizioni igieniche in cui vive tutto il quartiere causate dai cumuli di rifiuti presenti sotto il Ponte e dalla conseguente presenza di ratti e blatte che popolano l’intera zona.

“Al Sindaco della “Città metropolitana” di Reggio Calabria.

Desidero spendere poche parole, facendomi portavoce di un folto gruppo di cittadini, per sottolineare ancora una volta la spaventosa situazione in cui versa la città ed in particolare il quartiere in cui abitiamo. A dispetto delle norme igieniche, della necessaria prevenzione sanitaria e, appunto, del decoro urbano.

Alle porte dell’estate, con il caldo che incombe, assistiamo impotenti all’aggravarsi di una situazione sempre più propizia all’insediamento di ratti, scarafaggi e quant’altro.

Nel condominio latistante il ponte di Sant’Anna, in cui vivono tante famiglie ormai esasperate dal disinvolto e arrogante comportamento di chi usa gli spazi sotto il ponte come una discarica, sono presenti studi professionali vari, studi medici, dentisti, studi legali, oltre ad uno studio notarile (che, ricordo, è un pubblico servizio) nel fabbricato accanto. 

Per sopperire alla mancanza di un vero parcheggio, gli utenti, i dipendenti ed i visitatori si adattano a lasciare le automobili nei suddetti spazi adibiti a discarica, a rischio di danni (più volte riscontrati) conseguenti all’insinuarsi di topi nel vano motore dei veicoli….nonostante diverse iniziative private di vigilanza nel tentativo di impedire questa vergogna, l’andazzo continua.

Non parliamo poi del deprimente stato delle traverse private e degli spazi “terra di nessuno”, ormai occupati da cumuli di rifiuti nella generale indifferenza.

Piuttosto che perdurare nella totale inerzia, che assicura ai contravventori una autentica patente di impunità, sarebbe semplice per i servizi preposti tracciare o mappare, anche nei condomini, coloro che espongono regolarmente i mastelli e segnalare coloro che non lo fanno, e/o risalire agli inadempienti anche attraverso le utenze della energia elettrica.

Non dimentichiamo che chi non ha ritirato e non usa i mastelli non solo butterà i rifiuti dove capita, ma sicuramente non pagherà l’IMU a dispetto di tutti noi che, ingenuamente, ancora paghiamo.

Pensa sia arrivato il momento di fare seriamente qualcosa per risolvere una volta per tutte questa situazione?”.

Lettera firmata