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Reggio Calabria, l’ex rettore Bianchi su Piazza De Nava: “il progetto di restyling manifesta una certa fragilità”

Piazza De Nava reggio calabria

Reggio Calabria, restyling di Piazza De Nava: le parole dell’ex rettore della Mediterranea Alessandro Bianchi

“Il prof. Alessandro Bianchi, urbanista, già rettore dell’Università Mediterranea e ministro dei Trasporti nel secondo Governo Prodi, oltre che essere un maître à pensar riguardo alla storia della città mediterranea e all’evoluzione delle attuali dinamiche urbanistiche, è un attento e consapevole conoscitore della realtà reggina, non solo dal punto di vista storico e urbanistico ma anche da quello sociopolitico. La sua opinione sulla questione della demolizione dell’impianto storico di piazza De Nava e della sua sostituzione con una nuova versione che non lascia nulla di quella precedente, a eccezione della statua, è quindi altamente qualificata. Ci giunge dopo quella del prof. Salvatore Settis, decisamente critico sulle scelte operate dal Comune e dalla segreteria regionale del Mibact”. Scrive in una nota la Fondazione Mediterranea. “Il giudizio complessivo del prof. Bianchi si può riassumere in una sua lapidaria e sostanzialmente definitiva affermazione, che non lascia possibilità di alcun dubbio sull’opportunità di salvaguardare: “la memoria storica di una pagina della dell’architettura razionalista italiana, di cui certamente piazza De Nava costituisce un esempio rilevante”. In un altro passaggio del suo dire, riguardo le proposte di modifica progettuale consigliate dalla Fondazione Mediterranea per la penna del suo presidente Vincenzo Vitale, le giudica positivamente definendole: “argomentazioni molto incisive”. Sul progetto, come peraltro fatto anche dal prof. Settis, preferisce non esprimere giudizi, che però fa chiaramente leggere in filigrana quando, in un ultimo passaggio, così si pronuncia: “dalla narrazione complessiva se ne intuisce una certa fragilità”. In sintesi, quindi, si può dire che l’opinione del prof. Bianchi è la seguente: occorre tutelare piazza De Nava come un bene culturale, non solo come segno della ricostruzione reggina dopo il 1908 ma anche perché “rilevante esempio” dell’architettura razionalista italiana; sono valide e “incisive” le proposte, avanzate dalla Fondazione Mediterranea in sede di conferenza dei servizi, finalizzate al rispetto della storia cittadina, della memoria collettiva e dell’identità dei luoghi; il progetto della Segreteria regionale del Mibact manifesta una “certa fragilità”, termine normalmente usato dai docenti per giudicare insufficiente dal punto di vista concettuale e ideativo un prodotto culturale. Concludendo, sulla prevista demolizione di piazza De Nava, dopo la bocciatura del prof. Settis arriva anche quella del prof. Bianchi”, conclude la Fondazione Mediterranea.