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Qualità delle istituzioni in Italia, la classifica di Regioni e Province: Calabria e Sicilia fanalino di coda, in peggioramento i dati di Reggio

reggio calabria dall'alto

L’indice Institutional Quality Index si basa su dati oggettivi e considera i servizi pubblici, l’attività economica territoriale, la giustizia, la corruzione, il livello culturale e la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica

L’Institutional Quality Index, un indice che misura la qualità delle istituzioni pubbliche a livello provinciale, ha pubblicato un nuovo report sul territorio italiano. Esso si basa su dati oggettivi e considera i servizi pubblici, l’attività economica territoriale, la giustizia, la corruzione, il livello culturale e la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. Le province del Nord-Est risultano avere la migliore qualità delle istituzioni, seguite dall’area del Nord-Ovest e del Centro, mentre le ultime posizioni sono occupate interamente dal Mezzogiorno, nello specifico proprio da Calabria e Sicilia. Dal 2004 al 2019 i divari territoriali sono rimasti sostanzialmente invariati, ma alcune province sono migliorate, come Avellino e Pesaro-Urbino, mentre altre, come Aosta, sono peggiorate. Il confronto con l’European Quality of Government Index suggerisce che il grado di qualità delle istituzioni rilevato dai dati oggettivi corrisponde, in via generale, a quello percepito dai cittadini.

L’IQI assume un valore da 0 a 1 per ogni provincia, sulla base di 5 dimensioni:

  1. Voice and accountability, che sintetizza la partecipazione alla vita pubblica dei cittadini (affluenza alle elezioni, partecipazione ad associazioni, numero di cooperative sociali) e il loro livello di istruzione e culturale (punteggi test INVALSI e numero di libri pubblicati);
  2. Government effectiveness, che riassume la presenza di infrastrutture (anche digitali) e servizi (es. sanità e istruzione), la qualità ambientale e il tasso di raccolta differenziata;
  3. Regulatory quality, che considera l’apertura dell’economia, l’attività imprenditoriale nel territorio (clima d’impresa, numero di imprese su residenti e rapporto tra start-up e aziende cessate) e la presenza di dipendenti della Pubblica Amministrazione;
  4. Rule of law, che sintetizza i tassi di criminalità, l’efficienza della giustizia civile (lunghezza dei processi e produttività della magistratura), l’economia sommersa e l’evasione fiscale;
  5. Corruption, che guarda ai crimini contro la PA e alla cattiva amministrazione (Golden-Picci Index e tasso di comuni commissariati).[3]
    Osservando la matrice della correlazione tra l’indice e le sue componenti tra il 2004 e il 2019, Rule of Law e Voice and accountability risultano essere quelle più importanti.

Osservando il confronto tra le macro-regioni (Nord, Centro, Sud), emerge “un significativo divario territoriale tra Centro-Nord e Sud. Tale divario è rimasto sostanzialmente invariato dal 2004, con miglioramenti simili in tutte le aree. Il divario tra Nord e Centro è dovuto principalmente alla componente Rule of Law: tra il 2004 e il 2019 il Centro raggiunge un punteggio medio di 0,19 punti più basso del Nord. Il Nord avrebbe quindi un sistema giudiziario più efficiente e cittadini più rispettosi della legge. Tra Nord e Sud il divario maggiore si manifesta sempre in Rule of Law, con una differenza di 0,43 punti. Tuttavia, il divario è elevato anche per le altre componenti: in media tra il 2004 e il 2019 si attesta attorno a 0,36 punti per Voice and accountability, a 0,32 punti per Regulatory quality e a 0,27 punti per Corruption e Government effectiveness”.

andamento IQI nord centro sud

Osservando invece i dati delle Regioni relativi al 2019 tre regioni del Nord-Est registrano i punteggi più elevati: Trentino-Alto Adige (0,89), Friuli Venezia-Giulia (0,85) e Veneto (0,84). Seguono l’Emilia‑Romagna e l’area del Centro e del Nord-Ovest (dove vi è un divario di quasi 0,20 punti tra Lombardia, Marche e Liguria, Lazio). Le regioni peggiori sono nel Mezzogiorno, con alcune differenze: in Abruzzo, Puglia e Basilicata la qualità delle istituzioni è superiore rispetto a Campania, Sicilia e Calabria che registrano valori inferiori a 0,25.

classifica indice IQI delle Regioni

A livello provinciale Trento ottiene il valore massimo, seguito da Trieste e Treviso (Tav.2). Le altre province del Nord-Est occupano la maggioranza dei primi dieci posti. Sino alla 58esima posizione (su 103) le province sono del Centro-Nord, riflettendo l’andamento delle macro aree. Tuttavia, alcune province del Centro (Frosinone, Latina, Viterbo, Rieti, Massa Carrara) e del Nord (Imperia) si collocano oltre il 70esimo. Le ultime posizioni sono occupate dalle province meridionali: Reggio Calabria è al 95° posto, Crotone e Vibo Valentia (102° e 103°) raggiungono i valori minimi, mentre Chieti e L’Aquila risultano tra le migliori del Sud (collocandosi al 59esimo e al 61esimo posto).

classifica indice IQI delle Province