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Milan, Ibrahimovic sul caso Donnarumma: “poteva diventare un simbolo come Maldini. Gli direi di restare”

Ibrahimovic e Maldini Foto di Matteo Bazzi / Ansa

Zlatan Ibrahimovic commenta il caso Donnarumma: il bomber del Milan parla con rammarico dell’addio del giovane portiere rossonero

La prima, grande, notizia del mercato estivo è stata l’addio di Donnarumma al Milan. A dirla tutta, l’ufficialità non è ancora stata confermata in quanto il portiere è ancora legato ai rossoneri fino a fine giugno. Il Milan ha interrotto il dialogo con Mino Raiola dopo le esose pretese per il rinnovo, tutelandosi con l’acquisto di Mike Maignan. Da Donnarumma non è arrivata una sola sillaba, il suo procuratore è alla ricerca di accordi che ad oggi si riducono a poco più di qualche rumor con squadre che hanno le proprie porte già blindate da estremi difensori all’altezza. L’ipotesi di un clamoroso dietrofront è comunque molto remota, specialmente in questa fase del mercato in cui la rottura è ancora fresca. Probabilmente il punto di non ritorno è stato già superato da tempo.

Resta il rammarico della società e dei tifosi, quello di aver perso un calciatore nato e cresciuto nel club, che sarebbe potuto diventare una bandiera. Intervistato al “La Gazzetta dello Sport”, Zlatan Ibrahimovic, uomo simbolo e leader del Milan, scomoda un paragone importante: “che valore ha Donnarumma? È cresciuto nel Milan, poteva essere il portiere della squadra per vent’anni, magari venti no perché non è Ibra (risata, ndr). Ma è il più forte del mondo. Avrebbe potuto diventare Mister Milan, come Paolo Maldini. Che valore si poteva dare a Maldini? Non c’è una misura. Se Gigio va via o no non lo so. Serve essere in due per ballare il tango. Io gli direi di restare al Milan fino alla fine”.