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Messina, si festeggia oggi la Madonna della Lettera: il culto antico per l’amata patrona e le celebrazioni alla Cattedrale

Stele della Madonna della Lettera a Messina

A partire dalle ore 10.30 si è tenuto in Cattedrale il solenne pontificale presieduto da mons. Salvatore Muratore, vescovo di Nicosia, alla presenza del clero, dei fedeli, delle autorità civili e militari

Giornata di festa a Messina, oggi 3 giugno si celebra infatti la Madonna della Lettera. E’ una tradizione millenaria che ha portato, nel 1934, alla costruzione di una stele all’ingresso del porto di Messina, e come di consueto torna a ripetersi con grande devozione. A causa dell’emergenza Coronavirus, per il secondo anno consecutivo, le celebrazioni saranno svolte in maniera molto sobria per evitare assembramenti. A partire dalle ore 10.30 si è tenuto in Cattedrale il solenne pontificale presieduto da mons. Salvatore Muratore, vescovo di Nicosia, alla presenza del clero, dei fedeli, delle autorità civili e militari. La messa è stata anche trasmessa in diretta streaming sui canali social dell’Arcidiocesi. Con le celebrazioni di martedì 25 maggio erano iniziati i festeggiamenti in preparazione alla solennità della Madonna della Lettera, patrona non solo della città ma anche dell’Arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela.

Come e quando nasce il culto della Madonna della Lettera

La benedizione affonda origini antiche e molto affascinante. Per conoscerla bisogna tornare indietro al I secolo d.C, precisamente all’anno 42: secondo un’antica tradizione, in quell’anno San Paolo, durante il suo viaggio verso Roma, fece una sosta nell’allora chiamata Messana (così ribattezzata dai romani nel 241 a.C.), dove raccontò della vita e delle opere di Gesù. Fu così che un nutrito gruppo di messinesi si convertì al Cristianesimo e inviò subito dei rappresentanti a visitare i luoghi del Salvatore e a rendere omaggio a Sua Madre, ancora vivente in Terra Santa. L’incontro con Maria avvenne il 3 giugno a Gerusalemme: Ella accolse con piacere i messinesi, felice per la loro conversione e scrisse per l’intera popolazione una lettera in ebraico, arrotolata e legata con una Sua ciocca di capelli (ancora oggi custoditi presso il Duomo di Messina). L’8 settembre i delegati fecero ritorno in città in un clima di festa con la preziosa missiva. Proprio alla fine di questa lettera si sarebbe trovata la famosa frase (“Vos et ipsam civitatem benedicimus”) che sancisce la benedizione perpetua di Maria su Messina, nonché il forte legame che da allora unisce il luogo e Colei che ne è divenuta la Protettrice, con il noto appellativo di Madonna della Lettera.

Si narra che la lettera originale sia stata subito nascosta e messa in sicurezza dai messinesi, per proteggerla dalle persecuzioni che in quegli anni dovettero subire i cristiani. Successivamente, però, andò distrutta per cause incerte (probabilmente in un incendio o in uno dei tanti terremoti che hanno colpito la città). Il culto mariano non fu comunque scalfito dagli eventi, e si affermò definitivamente solo nel 1716: in quell’anno, il monaco Gregorio Arena portò a Messina una traduzione dall’arabo della lettera di Maria. Da allora la città celebra la ricorrenza liturgica ogni 3 giugno con una processione molto amata dagli abitanti. Negli anni ’30 fu poi costruita all’ingresso del porto, per volontà del 106° arcivescovo di Messina, Angelo Paino, la stele con la statua in bronzo dorato della Madonna, rivolta verso la città, a protezione della stessa e di chi fa ingresso. Il monumento, ideato dall’ingegnere Francesco Barbaro e modellato dallo scultore Tore Edmondo Calabrò, fu inaugurato il 12 agosto 1934 ed illuminato con un particolare meccanismo: attraverso un impianto radio ad onde ultracorte, messo a punto da Guglielmo Marconi, fu benedetto ed illuminato da Papa Pio XI° in collegamento da Castel Gandolfo. Una copia della stele, riprodotta fedelmente in scala, realizzata in cristallo, fu regalata al Pontefice subito dopo la sua inaugurazione. Il suo successore, Papa Pio XII°, la restituì alla città, che la custodisce presso la biblioteca Painiana del Seminario arcivescovile “San Pio X” di Giostra. L’avvenimento dell’inaugurazione fu considerato di così eccezionale portata per Messina e per il mondo interno, se si pensa anche ai suoi aspetti tecnici e che in quegli anni la radiotecnica era ancora ai suoi albori. La notizia superò i confini dello Stretto, addirittura delle Alpi e fu esaltata in tutta Europa. Danneggiata durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale, la stele fu prontamente restaurata. Il 16 settembre 1954, 20 anni e 4 giorni dopo, la statua fu incoronata dall’arcivescovo di Palermo Ernesto Ruffini nella ricorrenza del 383º anniversario della partenza dal porto di Messina della flotta cristiana comandata da don Giovanni d’Austria, approntata per annientare la flotta ottomana di Uluç Alì Pascià nella battaglia di Lepanto.

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