fbpx

Calcio offensivo, pochi proclami, senso d’appartenenza: Alfredo Aglietti detta la linea della sua nuova Reggina

aglietti

Tre frasi in conferenza stampa di presentazione oggi, in maniera particolare, hanno segnato il passaggio dalla Reggina prima di Aglietti a quella di Aglietti

La conferenza stampa di presentazione del nuovo allenatore della Reggina Alfredo Aglietti ha praticamente messo davanti a tutto gli aspetti emotivi. I ricordi, suoi e di colleghi giornalisti, i flashback, i momenti, gli aneddoti, gli occhi lucidi. Meno spazio c’è stato per parlare di campo e di mercato, anche perché solo da ora – con la definizione della questione tecnica – inizieranno a farsi certi discorsi. E, ovviamente, lo stesso Aglietti ha posto le condizioni per cominciare a modellare e a definire la sua Reggina a immagine e somiglianza.

Tre frasi in conferenza, in maniera particolare, hanno segnato il passaggio dalla Reggina prima di Aglietti a quella di Aglietti. Riguardano le caratteristiche tecniche, gli obiettivi da perseguire in una Serie B “pericolosa” e il senso d’appartenenza. Ripercorriamo insieme questi passaggi affrontati dall’allenatore durante la presentazione odierna.

CALCIO OFFENSIVO“La mia Reggina cercherà di giocare a calcio con una filosofia e un’identità ben precisa. Cercheremo di essere il più offensivi possibili, sfruttando al massimo le caratteristiche dei calciatori che abbiamo e giocando a calcio”.  

POCHI PROCLAMI – “L’unico obiettivo che dobbiamo avere è rendere orgogliosa la città della propria squadra, portare in alto il nome di Reggio Calabria in tutta Italia. Non mi piace parlare di obiettivi, in Serie B è pericoloso, gli obiettivi li determina il campo”.

SENSO D’APPARTENENZA “Partiamo da uno zoccolo duro importante, di una squadra che ha sfiorato i playoff. A questo inseriremo dei calciatori che fanno al caso nostro. E i calciatori che fanno al caso nostro non sono solo giocatori bravi, ma anche giocatori che abbiano spirito d’appartenenza e sacrificio, quindi non dobbiamo sbagliare il calciatore e neanche l’uomo”.

Dunque, calcio offensivo, pochi proclami e senso d’appartenenza. Sono questi i tre ingredienti fondamentali per la ricetta chiamata “La Reggina di Aglietti”. Oggi c’è stato spazio per le parole e per le emozioni, ma – ovviamente, come anche lo stesso Aglietti ha rimarcato – da domani comincerà la vera e propria avventura da allenatore, sul campo, e le parole dovranno essere seguite dai fatti. Di sicuro, questi ingredienti lui li conosce bene: dal calcio offensivo e piacevole già praticato al Chievo e in passato al senso d’appartenenza che, uno come lui – chi meglio di lui – sa come trasmettere al proprio gruppo.