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Serie A, battaglia sui diritti tv. Cosa c’è dietro il no di Dazn a Sky: due ragioni e una netta presa di posizione

Diletta Leotta Dazn Foto di Daniel Dal Zennaro / Ansa

Dazn rifiuta la proposta da 500 milioni di Sky per trasmettere app e canale. Le ragioni che hanno portato al mancato accordo fra i due competitor

Nella serata di ieri ha iniziato a circolare l’ipotesi di un possibile accordo fra Sky e Dazn sulla trasmissione dei diritti tv della Serie A relativi al prossimo triennio. La pay tv di Santa Giulia ha offerto 500 milioni per ottenere la possibilità di avere l’app Dazn sul proprio set-top box e un canale satellitare da trasmettere (come il 209, visibile fino al termine della passata stagione di Serie A). La risposta della piattaforma streaming è stato un netto no.

I motivi sono stati rivelati da SportFair in esclusiva. A Dazn non sarebbe piaciuto il comportamento della pay-tv di Comcast che ha inizialmente presentato un’offerta bassa, sottovalutando i competitor, poi ha citato in giudizio il competitor. “Un ricorso, quello presentato al tribunale di Milano, ritirato poi solo su richiesta della Lega di Serie A per poter accedere al pacchetto 2, che comprende la trasmissione di tre partite a giornata in co-esclusiva“, comportamento che Dazn non ha gradito.

Il secondo motivo riguarda lanatura dell’offerta. Secondo Dazn infatti, la proposta sarebbe derivante dalla paura di Sky derivante dalla possibilità di perdere gli abbonati legati unicamente alla visione della Serie A. Diritti che Dazn ha acquisito lo scorso marzo, spendendo complessivamente 2.5 miliardi di euro, spesa che comprende il potenziamento del proprio servizio streaming che si appoggerà al gestore telefonico TIM per evitare spiacevoli inconvenienti durante la fruizione delle partite.