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Brogli elettorali a Reggio Calabria, Fiamma Tricolore: “I giudici dell’inammissibile indaghino su di noi per apologia di… legalità”

elezioni comunali amministrative

Brogli elettorali a Reggio Calabria, la Fiamma Tricolore: “raccolta firme per garantire impunità a Falcomatà e Castorina. I giudici dell’ “inammissibile” indaghino su di noi per apologia di… legalità”

“La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile”. Scriveva così nel secolo scorso Corrado Alvaro: erano anni in cui determinati amministratori pubblici e dipendenti dello Stato non erano ancora venuti al mondo altrimenti al “dubbio” avrebbe sostituito la “certezza”. Si risveglia così oggi Reggio Calabria dopo la sentenza di ieri del Tar che, dichiarando il ricorso contro i brogli elettorali inammissibile, è costretta a leggere comunicati di questi soggetti sinistri, banda di altrimenti disoccupati adibiti ad amministrare la cosa pubblica, farfuglianti la regolarità delle elezioni amministrative di settembre. Non che si confidasse una qualche speranza affinchè il Tar di Reggio Calabria, la cui reputazione è da anni a tutti ben nota, ristabilisse la legalità in città ma certamente nel definire il ricorso inammissibile sarebbe stato gradito almeno il silenzio sul fatto che “non può condividersi, invero, il rilievo secondo cui la gravità dei brogli elettorali …fosse tale da comportare la necessaria rinnovazione delle operazioni elettorali comunali”. E’ quanto scrive in una nota la Segreteria Provinciale di Reggo Calabria del Movimento Sociale Fiamma Tricolore. “A questi giudici andrebbe spiegato -prosegue la nota- visto che le note vicende nazionali hanno scoperchiato un quadro morale della categoria non certo migliore di quello della attuale classe politica, che chi svolge un ruolo pubblico, elettivo tra l’altro, deve rispondere, politicamente, finanche della propria moralità e che la stessa non si misura in base al numero dei voti falsati! Entrando infatti nel merito dei brogli elettorali dello scorso settembre noi non menzioniamo i presunti 100 voti falsati, come affermano i giudici, ma gli oltre 400 presidenti e scrutatori di seggio nominati dal Castorina senza alcun titolo, le varie centinaia di certificati elettorati falsi da egli e da altri candidati procuratisi, i voti dei morti, quelli degli allettati (ricordiamo che in quei giorni poliziotti in borghese facevano visita a domicilio di alcuni di questi che risultavano aver votato senza invece essersi mai mossi da casa), dei rappresentanti di lista che hanno votato due volte. E’ sufficiente tutto ciò per lor signori o andiamo avanti? Insomma: in un paese civile al Tar non ci si doveva nemmeno arrivare in quanto le elezioni andavano annullate ed il consiglio comunale illegittimo scaturitone sciolto molto prima!

Di questi fatti e dei “100 voti” menzionati dai giudici nella sentenza se ne occuperanno come giusto che sia i loro colleghi nella causa penale. Il grave “vulnus” della vicenda è assistere a una città che sta morendo per assassinio amministrativo premeditato, giorno dopo giorno, con cittadini ridotti a zombies il cui lamento latrato sui social non sfocia in protesta nemmeno quando gli vengono negati diritti essenziali come l’acqua o la raccolta dei rifiuti.
La nostra non vuole essere una critica al Tar che ha dichiarato inammissibile il ricorso a norma di legge, quanto una critica ad uno Stato e alle sue più alte istituzioni che nulla fanno di fronte all’amministrazione più indagata della storia ed eletta con evidentissimi brogli elettorali! Dal caso Miramare, ormai prossimo alla prescrizione, con la cessione ad un amico di un immobile di pregio e la falsificazione, come sostenuto dall’assessore di allora Angela Marcianò, della data di una delibera, all’inchiesta Helios con alcuni rinviati a giudizio (tra cui l’onnipresente Castorina) per le pressioni sull’assunzione di amici in AVR, fino a quelli prosciolti nonostante intercettazioni in cui si minaccia o si promettono mancati controlli per promuovere il genitore; dalla famosa questione sui Murales, realizzati non si sa bene come senza determina, per la quale abbiamo presentato qualche settimana fa un esposto in procura, fino alla nomina fantasma di Falcomatà a Castorina per la scelta dei presidenti di seggio e scrutatori: nomina di cui esiste materialmente la revoca ma non l’atto originale! Favolette insomma. Se ad una amministrazione con così tanti procedimenti in corso, senza un bilancio, con debiti stratosferici e che dopo 7 anni riesce a riscuotere solo il 16% dei tributi comunali, si consente ancora di governare allora il problema non è la loro incompetenza e insofferenza al rispetto della legge ma quella di chi si trova più in alto di loro. In una città dove questo è il modus operandi ci attiveremo, con sincero spirito di solidarietà, attraverso una raccolta firme per salvare da questi e molto probabili futuri procedimenti, sia Falcomatà che il suo braccio destro Castorina oltre che tutta la loro combriccola di indagati nei vari processi. Garantiremo a loro l’impunità e risparmieremo inutili spese processuali alla comunità confidando nel fatto che la loro quotidiana opera di distruzione possa essere portata avanti, come fino ad oggi avvenuto, in barba ad ogni principio di legalità fino a che di questa città non rimarranno che macerie. Del resto non hanno ancora ordinato bombardamenti a tappeto: probabilmente solo dopo quelli o quando saranno compiuti eventuali crimini contro l’umanità si desteranno le sempre imparzialissime rappresentanze governative locali. Nel frattempo, chiediamo come segreteria provinciale, che un magistrato dell’inammissibile qualsiasi si attivi e indaghi contro il Movimento Sociale Fiamma Tricolore per “apologia di legalità”: è inammissibile infatti che ci sia ancora qualcuno che si ostina ad operare in politica e abbia voglia di vivere la propria quotidianità rispettando la legge in questa città. Questo cattivissimo esempio di moralità va estirpato al più presto affinchè non funga da cattivo esempio per le più giovani generazioni: come l’ “uomo di legge” Castorina confidiamo anche noi nella magistratura… democratica. Sic”, conclude la nota.