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Il Monastero di San Filippo di Fragalà e la storia di Lorenzo da Frazzanò: il santo che curò la peste a Reggio Calabria

Il Monastero di San Filippo di Fragalà e la storia di un suo ospite famoso: Lorenzo da Frazzanò, il santo che salvò Reggio Calabria dalla peste

Arroccato sul monte Castro, in posizione dominante sull’intera vallata dei Nebrodi, è custodita una vera e propria gemma di architettura ecclesiastica: il Monastero di San Filippo di Fragalà con annessa Chiesa, situato a circa 2km dal paese di Frazzanò. La struttura ha origini antichissime: venne consacrata nel 495, dopo un periodo di decadenza con la dominazione araba della Sicilia venne fatto ricostruire dal conte Ruggero I di Sicilia e dalla consorte Adelasia nel 1090. Il conte Ruggero inoltre dedicò la struttura al siciliano San Filippo di Fragalà. Il monastero ospito i monaci basiliani e diventò una dipendenza dell’Archimandritato del Santissimo Salvatore di Messina nel 1131. La sacra struttura toccò il suo massimo splendore sotto la dominazione normanna, sveva e angioina, mentre cadde in disgrazia con gli aragonesi. Il monastero ospitava una ricchissima biblioteca che custodiva volumi pregiati, trasferita poi nel 1866 nel centro cittadino. Le pergamene greche e latine, risalenti a prima del 1743 e costituenti il ‘Tabulario del Monastero’, vennero invece salvate dallo stato d’abbandono in cui giaceva il monastero dopo l’addio dei monaci basiliani e trasferite nell’archivio di stato di Palermo.

San Lorenzo da Frazzanò: il santo che curò la peste a Reggio Calabria

Per 3 anni il Monastero ha avuto un ospite illustre fra le sue mura, Lorenzo Ravi, divenuto San Lorenzo da Frazzanò, attuale patrono di Frazzanò (Messina). Rimasto orfano in tenera età, Lorenzo venne cresciuto da Lucia, vicina di casa che gli permise di studiare lettere umane e divine presso il Monastero basiliano di San Michele Arcangelo a Troina già a 6 anni: dopo aver preso gli ordini minori e maggiori, a soli 20 anni Lorenzo era già divenuto sacerdote. La fama del sacerdote, che fin da giovane si era dedicato all’eremitaggio e alla penitenza, iniziò a diffondersi velocemente e diversi fedeli da tutta la zona nebroidea erano disposti a fare lunghi viaggi pur di ascoltare la sua parola illuminata.

Particolare e suggestivo l’aspetto legato alle penitenze che Lorenzo si infliggeva fin da piccolo arrivando addirittura allo spargimento di sangue. A tal proposito diverse leggende tramandate parlano del ‘prodigio della camicia’: il sangue sparso sulle vesti del santo la notte, scompariva la mattina seguente lasciando immacolata la camicia da notte del Santo.

Nel 1155 fu ospite del monastero di San Filippo di Fragalà per circa 3 anni: nel messinese fece edificare una chiesetta dedicata a San Filadelfio in quel di Frazzanò. Nei primi del 1158 venne chiamato a predicare in alcune zone della Calabria, frale quali Reggio Calabria, città vittima della peste. Lorenzo accolse le suppliche dei cittadini appestati riportando in salute il corpo dei malati e ricondusse, attraverso la penitenza, verso la conversione sincera. Lorenzo fece ricostruire anche 3 chiese i quali ruderi erano sparsi per i colli sovrastanti la città. Alla sua partenza da Reggio venne acclamato da un’immensa folla di fedeli grati per il suo intervento.