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“Sei una tappinara che si strappa i peli del pube”: nuova pioggia di offese a Lia Staropoli, scatta la querela [DETTAGLI]

Ancora atti persecutori nei confronti di Lia Staropoli Presidente di “ConDivisa”

Nei giorni scorsi dopo aver conferito mandato all’ Avvocato Adele Manno, ho depositato una nuova denuncia querela presso la Stazione Carabinieri di Limbadi nei confronti della Signora M.L.“. Dichiara in una nota la dott.ssa Lia Staropoli Presidente dell’Associazione “ConDivisa – Sicurezza e Giustizia ” nonché responsabile Sicurezza del Movimento Antimafia “Ammazzateci Tutti “, e aggiunge: “Trovo inaccettabile e non degno di un Paese civile dover leggere, ancora una volta, le peggiori offese nei miei confronti semplicemente per il mio impegno a sostegno delle Donne e degli Uomini delle Forze dell’Ordine. La Signora in questione, già ammonita dal Sig. Questore di Vibo Valentia per atti persecutori nei miei confronti, con impareggiabile grazia e delicatezza, mi accusa di essere una “tappinara”, ovvero prostituta, e, letteralmente di “strapparmi i peli del pube”, ciò per la mia azione a sostegno dei Carabinieri. La Signora inoltre mi definisce, sotto un articolo con una mia foto, nome e cognome, “facci i mutulu” riproponendo suoi scritti che offendono la mia persona e i componenti della mia famiglia. Ma anche “faccia da cagna”, “puttana” ecc… Questa Signora, che mi perseguita da anni, ritiene completamente errato il contenuto del mio libro (La santa setta- Il potere della ‘ndrangheta sugli affiliati III Ed. Laruffa) mentre è solita dichiarare pubblicamente “La ‘ndrangheta ha leggi diverse non tocca donne bambini” inoltre: “La ‘ndrangheta ha un’etica”.

Dal 2017 querelo questa Signora insieme ad altri, come il Sig. C.B. che confidava in “una palla nella nuca come in Cina”, “la sedia elettrica” o la Sig.ra E.C. che mi augura di essere “bruciata viva”. Per questo motivo nel giugno del 2020 mi sono trasferita in Campania, ma non esiste posto al mondo nel quale rifugiarsi quando gravissime diffamazioni e minacce vengono pubblicate e diffuse costantemente e sistematicamente on line“. L’avv. Manno, dal canto suo, fa eco alle dichiarazioni della propria assistita per evidenziare la necessità di intervenire per porre un argine alle condotte persecutorie che ormai da troppo tempo vengono impunemente reiterate contro la Staropoli. “Nessuno può ritenere che le offese sui social media diano luogo a sacche di impunità o che siano meno lesive della dignità e dell’onore per chi le riceve. Tutto ciò appare ancor più grave laddove il contesto in cui maturano si caratterizza per la pervasività di storiche famiglie di ‘ndrangheta ed il soggetto passivo è chi, da anni, con coerenza, forza e coraggio, si schiera apertamente dalla parte delle Forze dell’Ordine”.