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Scuola, Pittoni (Lega): “I sindacati condividono le mie critiche al provvedimento contenuto nel dl sostegni bis”

scuola Foto di Angelo Carconi / Ansa

Scuola, Pittoni (Lega): “I sindacati condividono le mie critiche al provvedimento contenuto nel dl sostegni bis, ma è passato il messaggio opposto, sono caduti in una grossa trappola mediatica”

Il senatore Mario Pittoni, responsabile scuola per Lega, vicepresidente della commissione cultura del Senato, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Open Day” condotta da Alessio Moriggi su Radio Cusano Campus.

Sulle nuove assunzioni previste dal decreto sostegni bis. “Credo che ci sia stata una grande operazione mediatica nel senso che, contemporaneamente ad un provvedimento inserito nel dl sostegni bis che interviene sulla scuola in una certa direzione, viene annunciato un accordo con le forze sindacali per andare nella direzione esattamente opposta -ha affermato Pittoni-. Si è creata una grande confusione. Credo che i sindacati siano caduti in una grossa trappola perchè il messaggio che è passato è che le forze sindacali siano d’accordo su un’operazione che invece non condividono assolutamente. Io ho indicato le maggiori criticità del provvedimento inserito nel decreto e, nel webinar che abbiamo avuto poche ore dopo con il principale giornale online della scuola, il sindacato ha dichiarato di condividere le mie critiche, ma il messaggio che è passato sulla grande stampa è stato esattamente l’opposto. L’anno scorso ho depositato il 6 agosto un dispositivo sulla semplificazione del reclutamento dei docenti, per poter iniziare l’anno scolastico in corso con tutti gli insegnanti al loro posto. L’allora ministra Azzolina ha totalmente ignorato la mia proposta, allora ho pensato di depositarla come disegno di legge per poi proporla al nuovo ministro per l’anno scolastico successivo ed è esattamente ciò che ho fatto. Due mesi fa si stava lavorando proprio su quel tipo di operazione, ma quando è arrivata all’orecchio del M5S c’è stato un vero e proprio veto, allora il premier Draghi ha preso in mano la situazione, ha affidato il dispositivo sulla scuola ad alcuni suoi collaboratori che mi sembra di capire non sono così esperti di scuola e il risultato è il provvedimento che abbiamo visto adesso. Quando fai un governo di unità nazionale puoi trovare convergenza su alcune situazioni di emergenza, ma sul resto è difficile trovare intese, ad esempio sulla scuola. Il M5S ora rappresenta un numero di cittadini molto più basso rispetto a quello di 3 anni fa, ma ha ancora un parlamentare su tre. Hanno una linea tutta loro sulla scuola, largamente non condivisa dal mondo della scuola, io cerco invece di dare voce a tutte le categorie della scuola, ma non basta provare a proporre cose di buon senso, ci vogliono anche i numeri e i numeri saremo costretti a cercarli in aula, almeno in una parte del Pd speriamo. Il meccanismo che avevo predisposto io si muoveva su 2 fronti: andare a coprire con le persone giuste quei 112mila posti vacanti disponibili già finanziati, e poi aprire un secondo fronte con la conversione di 60mila cattedre di organico di fatto e diritto, che avrebbe risolto alla radice i grandi problemi relativi agli insegnanti di sostegno. C’era la possibilità di superare questi problemi, investendo quasi 1 miliardo, evidentemente non si vuole fare perchè c’è una fetta importante della maggioranza, costituita dai 5 stelle, che non ne vuole sapere. Come è iniziato senza insegnanti questo anno scolastico, stiamo andando nella stessa direzione anche per il prossimo. Non avremo gli insegnanti e avremo molte più classi pollaio, l’esatto opposto dell’impegno politico preso dal M5S ad inizio legislatore”.