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Reggio Calabria, De Lillo a StrettoWeb: “Falcomatà ha fatto bene, il Granillo ha uno dei terreni di gioco migliori d’Italia. E la Reggina…”

stadio granillo reggio calabria Foto StrettoWeb

L’intervista di StrettoWeb al responsabile dei rapporti istituzionali della Reggina Fabio De Lillo sulla lettera di Falcomatà, sullo stadio Granillo e sui tifosi allo stadio

La notizia di ieri pomeriggio continua a far parlare, nonostante siano passate 24 ore e la Uefa abbia scelto ufficialmente la sede della finale di Champions League. Ma era forse anche questo l’obiettivo del Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà: far sì che venissero promosse, anche solo con l’eco dei media, la città dello Stretto e il Granillo, proposto come luogo dell’atto conclusivo della competizione europea di calcio più importante tra Manchester City e Chelsea e in scena il prossimo 29 maggio.

Ne abbiamo parlato con chi, in fatto di stadio Granillo, negli ultimi tempi è molto ferrato: il dottor Fabio De Lillo. Lui, responsabile dei rapporti istituzionali della Reggina, si sta occupando da tempo della questione relativa ai lavori di ammodernamento dello storico impianto di Via Galileo Galilei.

Ha saputo della lettera che il Sindaco ha inviato a Ceferin? Cosa ne pensa?

“Assolutamente sì. E’ un’idea senz’altro brillante, da condividere, con l’intento di riportare la centralità di Reggio Calabria come una delle città più importanti d’Italia e centro del Mediterraneo. Questo è stato anche possibile grazie alla nuova società presieduta da Luca Gallo. Con i recenti risultati ottenuti siamo tra i primi 30 club in Italia”.

Si riferisce anche ai lavori interni all’impianto e ai progetti futuri?

“Certamente. L’idea di proporre il Granillo potrebbe essere stata data dal fatto che l’impianto possiede un manto erboso importante, grazie ai nostri giardinieri e alla Lega B, che ha imposto un protocollo puntuale. Abbiamo dovuto smantellare il prato che avevamo in Serie C su indicazione dell’ingegner Castelli, responsabile degli impianti di gioco della Lega B, e ora è uno dei terreni di gioco migliori in Italia. Per non dimenticare l’impegno del Comune con i nuovi seggiolini e grazie alla volontà della progettazione della ristrutturazione del Granillo. Tutto questo ha stimolato il primo cittadino e noi plaudiamo ciò”.

Quindi, in merito all’idea della lettera all’Uefa, non c’è l’interlocuzione diretta della Reggina?

“No, è stata un’idea sua. Noi la condividiamo, ha fatto bene a lanciarla, ne ho parlato anche con il presidente”.

Nella lettera, Falcomatà scrive che l’impianto “soddisfa tutti i requisiti per lo svolgimento di partite internazionali”, facendo intendere anche i requisiti Uefa minimi. E’ così?

“No, sinceramente non so quali siano i requisiti. Immagino che la richiesta del Sindaco sia stata dettata da un’iniziativa veramente di promozione e riconoscimento di un risultato sportivo e dall’impegno che l’Amministrazione sta mettendo nell’aiutarci per rilanciare le strutture. Potrà anche ben vedere l’ottimo lavoro del presidente col Sant’Agata”.

Torniamo a parlare dei lavori del Granillo. E’ stato affidato il mandato all’azienda di cui parlava un mese fa per presentare il progetto preliminare della nuova struttura?

“Ancora no, ma è imminente la consegna per l’inizio della progettazione, anche questo in stretto contatto con l’Amministrazione. I progettisti ovviamente non possono mettere su un progetto se non c’è la condivisione tra le parti, club e Comune. Vogliamo rilanciare quel quartiere perché diventi un polo sportivo e di aggregazione, con la nuova piscina del Coni, lo ‘Scatolone’, il ‘Palloncino’, un parco verde, un parco commerciale e la stazione dove si potrà arrivare tramite un metro leggero o dal centro città o dalla provincia direttamente davanti allo stadio. Per non dimenticare i lavori per coprire tutte le tribune. L’obiettivo del presidente è di lasciare comunque anche in futuro questo bene alla città”.

Sperando che già dalla prossima stagione lo stadio non resti vuoto e desolante…

“Più di tutte le squadre di B siamo stati penalizzati sia in termini di risultati agonistici sia in termini di risultati economici, ma mi auguro che da settembre si possano riaprire gli stadi a tutti”.

Anche perché, sia lei che la nuova società, con la C avete visto soltanto un antipasto di quello che può offrire il Granillo.

“Lo so bene, pur non essendo qui nei tempi d’oro ricordo quando la Reggina andò in Serie A e da Roma seguì l’incredibile flusso di tifosi, una presenza di pubblico così numerosa come al Granillo non l’ho mai vista”.

Per la posizione che ricopre in Lega B ha spinto affinché si possano riaprire gli impianti, anche se la regular season è finita?

“Io lavoro nell’ambito farmacista. A dicembre scorso, con l’arrivo dei vaccini, avevo già chiesto un protocollo per permettere ai vaccinati o ai tamponati di entrare negli stadi. Ora siamo già a quota 25 milioni di vaccinati con una dose, per cui si dovrebbe iniziare a pensare di riaprire, anche perché i cinema e i teatri sono aperti al chiuso. Non capisco per quale motivo si debba penalizzare questo settore. Secondo me al Granillo 6-7 mila persone ci possono stare, divise nei vari settori dello stadio. Noi non siamo la Serie A, con più di 1 miliardo di euro di fatturato e con giocatori come Ronaldo. Siamo medie-grandi città con degli introiti bassi, la B fattura poco più di 50 milioni di euro. I presidenti a questo proposito sono degli eroi”.

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