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Reggio Calabria, #AmaReggio: “la censura dei manifesti #StopAborto certifica l’arroganza dell’amministrazione Falcomatà”

Manifesti StopAborto

Reggio Calabria, #AmaReggio: “i dettagli che emergono dall’esposto al Tar dell’associazione ProVita&Famiglia, in merito alla ormai famosa vicenda dei manifesti #StopAborto oscurati dall’amministrazione comunale, confermano quanto a molti era già chiaro: Palazzo San Giorgio da casa dei reggini è diventata proprietà privata”

“I dettagli che emergono dall’esposto al Tar dell’associazione ProVita&Famiglia, in merito alla ormai famosa vicenda dei manifesti #StopAborto oscurati dall’amministrazione comunale, confermano quanto a molti era già chiaro: Palazzo San Giorgio da casa dei reggini è diventata proprietà privata di chi oggi la occupa tra l’altro abusivamente”. E’ quanto scrive in una nota #AmaReggio per la città dei municipi. “La gestione dell’attuale amministrazione di centro sinistra, infatti, si caratterizza per l’arroganza istituzionale tanto da pensare di poter occultare la libera espressione di un’associazione, senza nessun passaggio regolamentare ma con una semplice email. Questa gestione molto personalistica e superficiale deve preoccupare molto, intanto perché silenzia le voci non gradite e, secondariamente perché nessuno può credere di agire ponendosi sopra le regole istituzionali. Dopo la vicenda Miramare, dopo i murales senza determina, oggi compaiono le mail censorie che attestano il carattere arrogante di chi dovrebbe rappresentare tutta la città garantendo pluralità e partecipazione, e invece si fa portavoce di interessi ideologici. Forse lor signori di sinistra credono così facendo di distrarre l’opinione pubblica dalle evidenti inefficienze amministrative in una città sempre più allo sbando. Tentativo fallito, la democrazia è altra cosa e ultimamente non abita in Palazzo San Giorgio”, conclude la nota.