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Reggina, nessun rimpianto: hai fatto il massimo

reggina baroni nuovo allenatore Foto Reggina / Lillo D'Ascola

Si sono separate le strade della Reggina e di Marco Baroni: da parte del club amaranto, nessun rimorso

“Nessun rimpianto, nessun rimorso”, cantavano gli 883. Non sappiamo se Max Pezzali sia il cantante preferito di Luca Gallo o di Massimo Taibi, ma è bene che “se lo facciano piacere”. La frase di questa canzone rispecchia al meglio la situazione attuale in casa Reggina dopo l’addio con Marco Baroni. Ma siamo certi che sia così. Siamo certi che di rimpianti non ne abbiano. Il club amaranto, in questa vicenda, ha fatto il massimo che potesse. Non solo in termini di sforzi economici, ma anche di tempi, di attese, di silenzi, di tutti quegli aspetti e quei dettagli comunicativi che in questi casi fanno la differenza. Nessuna parola di troppo, nessun sospetto fatto trapelare, ma anzi la giusta attesa, il rispetto per la persona e l’ultimatum necessario. Perché, e questa è frase che non va mai dimenticata, “la Reggina non deve essere vassalla di nessuno”. Bene fa la società a porre dei paletti, bene fa la società a parlare chiaro: l’attesa per una risposta da parte del tecnico non poteva durare ancora. Perché esistono dei tempi, esistono delle pause, esistono dei momenti. Per non dimenticare, ma da questo non ci si deve per forza far condizionare, la pressione sempre più forte dell’ambiente e i primi malumori.

Per contro, sia chiaro, nulla ha commesso di sbagliato Marco Baroni. Definito “una brava persona” dal presidente Gallo in conferenza, perché così è. Pacato, equilibrato, elegante, molto dedito al lavoro e ai dettagli. E sincero. Sì, perché la disponibilità dimostrata fino a qualche settimana fa non era facciata. E perché disponibilità non vuol dire accettare a prescindere, ma vuol dire aprirsi al dialogo. Baroni ha ascoltato le proposte della Reggina e probabilmente – anche in virtù delle altre che gli sono pervenute – ha fatto la sua scelta, da professionista. Meglio così, a questo punto. Meglio così perché non c’è niente di peggio che un allenatore con pochi stimoli o poco convinto.

Cosa farà adesso la Reggina? Non è compito nostro entrare nelle strategie. Se la strada – e ci auguriamo che sia così e non cambi – rimane quella della continuità, ripartendo dall’ossatura della scorsa stagione, è necessario andare a ricercare una figura fresca, giovane, moderna e magari vicina all’idea di gioco dell’ormai ex tecnico amaranto. I primi nomi circolati sembrano, da questo punto di vista, incoraggianti, ma – in questo caso sì – è necessario prendersi anche qualche giorno di più e scegliere in maniera logica, ragionata e oculata.