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Ponte sullo Stretto, il Prof. Siviero deluso dalla relazione: “8 mesi per dire nulla di nuovo, troppi punti non convincono”

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Le considerazioni del Prof. Enzo Siviero che ha visionato la relazione Gruppo di lavoro tecnico avviato dal precedente esecutivo per valutare gli eventuali sviluppi del progetto del sistema di attraversamento stabile dello Stretto di Messina

Nella serata di ieri il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, ha tramesso ai Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati la relazione finale del Gruppo di lavoro tecnico avviato dal precedente esecutivo per valutare gli eventuali sviluppi del progetto del sistema di attraversamento stabile dello Stretto di Messina. Il documento è arrivato con estremo ritardo, visto che la Commissione di esperti nominata dall’ex Ministro Paola De Micheli avrebbe dovuto esprimersi entro dicembre 2020, per permettere in caso positivo all’eventuale opera di essere inserita all’interno del Recovery Plan. Nonostante i cinque mesi di attesa, il report ha già sollevato parecchi dubbi, e tra gli Ingegneri anche l’autorevole Professore Enzo Siviero non è rimasto soddisfatto. Di seguito le sue considerazioni integralmente riportate:

“Da una prima lettura emerge chiaramente che ci siano voluti 8 mesi per redigere una relazione che nulla dice più di quello che già si sapeva! Non era di certo necessaria una commissione per dichiarare l’improponibilità delle soluzioni “tunnel”. Già è stato a suo tempo segnalato che nella commissione mancavano inspiegabilmente le componenti di Ingegneria Strutturale e di Urbanista Territoriale. Questa carenza emerge chiaramente nell’elaborato finale privo o quasi dei relativi riscontri.

Nessun cenno alla componente territoriale già pienamente definita negli strumenti urbanistici dei comuni interessati e sulle relative azioni procedurali da svolgere nel caso si optasse per un nuovo progetto abbandonando definitivamente quello già approvato, con ripartenza da zero.

Nessun cenno alla tempistica operativa pur determinante in una analisi comparativa quale era richiesta.

Nulla si dice sul fatto che con il progetto attuale si può ripartire immediatamente mentre con il nuovo progetto ci vorranno molti anni.

Nessuna valutazione di carattere economico neppure di massima, salvo indicare genericamente che il ponte a tre campate “presumibilmente” costa meno! Il che non sembra corrispondere al vero, in mancanza di uno specifico e necessario approfondimento.

Nessun cenno alle opere compensative comprese nel quadro economico del progetto approvato e che valgono 1 miliardo

Nessuna indicazione sulle ricadute occupazionali immediate e future.

Nessun cenno al contenzioso in essere con Eurolink, ai rilevanti costi già sostenuti dallo Stato e di quelli ancora da sostenere, con le palesi pesanti conseguenze di danno erariale.

Nessun cenno alle problematiche costruttive delle pile in acque profonde con le relative criticità, ciò che nel passato, da parte dei più autorevoli esperti del settore, ha fatto dichiarare “infattibile” questa soluzione. Queste incertezze ad oggi non sembrano affatto superate. Siamo dunque di fronte alla necessità di una adeguata sperimentazione previ notevoli approfondimenti di studi e ricerche con evidente ulteriore allungamento dei tempi.

Nessun cenno alle motivazioni contenute negli atti ufficiali che hanno indotto a suo tempo a scartare anche il ponte a più campate pur essendo la prima opzione esaminata.

Nessun cenno alla elevatissima qualità progettuale del progetto approvato che non ha eguali al mondo, vanto dell’ingegneria italiana e che il mondo ci sta copiando.

Nulla si dice sull’avanzatissimo monitoraggio ambientale previsto nel progetto approvato.

Nulla di dice sul progetto di dettaglio della cantierizzazione che ha risolto molte problematiche locali con l’ulteriore vantaggio di un positivo riuso dei materiali di scavo ai fini del ripascimento di litorali in pericolo.

Sorprende che ANAS RFI e CONSIGLIO SUPERIORE DEI LAVORI PUBBLICI pur rappresentati nella commissione non abbiano ritenuto di rimarcare le varie approvazioni a suo tempo rilasciate a seguito dell’esame di tutte le opzioni che qui vengono rimesse in discussione.

Il progetto approvato è frutto di mezzo secolo di studi e ricerche ciò che lo rende unico nel panorama mondiale.

Il giudizio finale non può che essere di profonda delusione per un esito alquanto superficiale il cui unico merito sembra quello di aver sancito la necessità dell’attraversamento stabile dello Stretto, ciò che peraltro già era palese da decenni.

Nota positiva le analisi effettuate sono pregevoli e le conclusioni possibilistiche senza pregiudizi come ottimo punto di partenza per la discussione parlamentare e le relative valutazioni tecnico economiche senza dimenticare le implicazioni giuridiche e di responsabilità.

È sperabile che si avvii un confronto tecnico e che il presidente Catalano dia risposte chiare sui vari punti”.